Marty, Parte IV

Regia di Delbert Mann

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Torniamo alla Stardust Ballroom, Angie si fa strada attraverso la pista da ballo affollata. Sembra preoccupato, forse persino arrabbiato, in forte contrasto con la felicità dei ballerini che lo circondano. Sta cercando Marty.

Angie cammina e volta la testa, fa un giro su se stesso, cammina ancora un po'. Alla fine lascia la pista da ballo e attraversa i tavoli dove le persone siedono a bere e parlare. Si appoggia a un palo ma non riesce a stare fermo e, con aria costernata, riprende la sua ricerca.

Lascia la sala da ballo. Mentre supera la cassa qualcuno gli chiede: "Ehi, amico, qualcosa di buono dentro?"

"Un mucchio di racchie", brontola Angie in risposta.

Nel bagno degli uomini un inserviente con una camicia bianca legge il giornale e fuma sotto un cartello che pubblicizza lucidatura di scarpe a 25 centesimi. Angie irrompe, urlando: "Ehi, Marty! Marty, sei qui?" Vediamo la sua faccia preoccupata riflessa in uno degli specchi sopra la fila di lavandini.

L’inserviente lo guarda brevemente e poi torna al suo giornale. Nessuno risponde. Angie si imbroncia ed esce.

Angie si affretta giù per le scale verso l'uscita sulla strada, le braccia lungo i fianchi, la schiena dritta, un'espressione seria sulla faccia. Ma, a metà strada, si ferma. Si mette le mani nelle tasche dei pantaloni e riflette. Mentre due uomini in giacca salgono le scale, Angie continua a scendere.

Una dissolvenza ci porta in un ristorante, dove Marty e Clara sono seduti a un tavolino vicino al muro. Marty sta ridendo fragorosamente mentre racconta una storia dei suoi tempi nell'esercito. Sentiamo Clara ridere insieme a lui, dapprima coprendosi la bocca con pudore, ma finendo poi per lasciarsi andare con lui a risate incontrollate.

È passato un bel po' di tempo. Sul tavolo vediamo un piccolo piatto con una forchetta, alcuni frammenti di un dolce e un mucchio di mozziconi di sigaretta schiacciati. A quanto pare Millie e Angie sono stati dimenticati.

Mentre Clara ascolta, la testa appoggiata sulla mano, Marty dice: "Quando sono uscito dall'esercito, Clara, ero perso. Non sapevo cosa volevo fare. Avevo venticinque anni. Cos’altro avrei potuto fare? Tornare al mio vecchio lavoro a quaranta centesimi l'ora? Pensavo che forse sarei andato al college con la G.I. Bill*, lo sai? Ma mio fratello Freddie, lui voleva sposarsi. Avevo tre sorelle non sposate – in una casa italiana è una cosa terribile".

*Un sussidio sponsorizzato dal governo per gli ex militari, per aiutarli con il costo dell'istruzione superiore.

"Così sono andato in crisi. Camminavo per le strade fino alle tre, le quattro del mattino. La mia povera madre era così preoccupata per me. Dio perdoni quello che sto per dire ora, ma pensavo di farmi fuori. A volte stavo in metropolitana e, Dio perdoni quello che sto per dire, sentivo i binari che mi risucchiavano sotto le ruote".

Clara interviene: "Sì, lo so".

"Sono cattolico, lo sai, e anche pensare al suicidio è un peccato terribile".

"Sì, lo so".

"Allora il signor Otari mi ha offerto questo lavoro nella sua macelleria e tutti mi hanno pregato di accettarlo. Quindi questo è quello che è successo. Non volevo essere un macellaio".

Clara lo rassicura: "Non c'è niente di sbagliato nell'essere un macellaio".

"Oh, non è una professione elegante. È in un livello sociale più basso. La gente guarda i macellai dall’alto in basso".

"Io no". Un'altra rassicurazione.

Marty continua: "Beh, il punto è: il signor Otari vuole vendere il suo negozio ora. È  un bel negozietto. Gestisco i libri contabili per lui, quindi so che va bene. Certo, devi preoccuparti dei supermercati. Ce ne sono due nel quartiere ora, e c'è un A&P in arrivo, almeno questa è la voce".

Guardandolo intensamente Clara dice: "Marty, la mia sensazione è che tu voglia davvero comprare questo negozio".

"È vero. Lo voglio. Ma significa che devo prendere un prestito in banca di ottomila dollari. Questo è un mutuo pesante da sostenere".

"Marty, ti conosco da tre ore, ma so che sei un bravo macellaio. Sei un uomo intelligente, perbene, sensibile. Ho una sensazione su di te, come quando a volte un bambino entra per vedermi per un motivo o per un altro. E alcuni di questi bambini, Marty, nelle mie classi, c’e’ così tanto calore in loro, tanta capacità. Beh, questa è la sensazione che ho su di te".

Marty fissa Clara dall’altra parte del tavolo. Sembra quasi un bambino, vulnerabile e grato: lei lo ha toccato.

Clara continua: "Se tu fossi uno dei miei studenti ti direi: 'Vai avanti e compra la macelleria. Sei un buon macellaio’". Sorride incoraggiandolo.

Sopraffatto dall'emozione, le lacrime agli occhi, Marty guarda in basso. Sembra che molti pensieri stiano attraversando la sua mente. Alla fine dice: "Beh, ci sono un sacco di cose che potrei fare con questo negozio. Potrei organizzare un mio supermercato, mettere insieme un gruppo di commercianti di quartiere. Questo è ciò che molti di loro stanno facendo".

Guarda in alto, dritto negli occhi di Clara e chiede: "Cosa ne pensi?"

"Penso... qualsiasi cosa tu voglia fare, farai bene".

"Sono cattolico" – risponde – "Sei cattolica?"

"Sì, lo sono".

Tornando giù sulla Terra, Marty dice: "Guarda, ho solo tre dollari in tasca, ma vivo solamente a circa otto isolati da qui, dall'altra parte di Webster Avenue. Perché non camminiamo fino a casa mia? Io corro dentro, raccolgo un po’ di grana e potremmo fare un salto da qualche parte".

Clara esita, poi balbetta: "Dovrei davvero tornare a casa. Ho detto a mio padre..." Ma poi, guardando giù timidamente, sorride e dice, toccandosi il viso: "Beh, suppongo che potrei rimanere ancora un po'. Pensi che ci sia un posto qui intorno in cui potrei truccarmi?"

"Ehi, amico!" urla Marty, abbastanza forte da farsi sentire da tutto il bar. "Hai un bagno delle donne qui?"

"Sul retro", risponde una voce.

"Sul retro", ripete Marty, senza che ce ne sia bisogno.

Clara prende la sua borsa e si avvia verso il bagno. Quindi, nel modo educato del tempo, Marty si alza brevemente. In sua assenza, Marty contempla i resti che hanno lasciato: un tavolo ingombro di tazze vuote, piatti da dolce e mozziconi di sigaretta.

Ormai è passata la mezzanotte. Clara e Marty camminano lungo la strada affollata, diretti a casa di lui. Il loro percorso è illuminato da edicole, vetrine piene di oggetti in esposizione e dall’ingresso di un cinema.

Nell'inquadratura successiva vediamo Angie che cammina rabbiosamente in strada, giacca abbottonata, mani in tasca. Si ferma nel suo bar di quartiere e si guarda intorno. "Ehi, Lou" – chiede al barista – "Hai visto Marty?"

"No, non l'ho visto tutta la sera". Due donne al bar si voltano a guardare, in allerta per la notizia.

"Dove sono tutti?" si chiede Angie ad alta voce. Disgustato, scuote la testa e se ne va.

Marty e Clara stanno camminando lentamente, sullo sfondo la linea ferroviaria sopraelevata le cui luci attraversano la parte superiore dell’inquadratura. Godendo della reciproca compagnia, già mezzi innamorati, l'ultima cosa che viene loro in mente è che qualcuno si stia chiedendo dove siano.

Marty ha rallentato un po' e sta ascoltando: finalmente Clara è in grado di condividere qualcosa della sua vita. Sta parlando del lungo tragitto casa-lavoro che avrebbe se accettasse il lavoro che le è stato offerto. Significherebbe rinunciare alla classe e svolgere un sacco di lavoro amministrativo. È una decisione importante.

È anche preoccupata per suo padre, che dipende da lei. Marty risponde: "Beh, lascia che te lo dica, Clara, penso che tu ti stia prendendo in giro. Voglio dire, io pensavo di uscire di casa, sai? E questo è quello che dicevo: ‘Mia madre ha bisogno di me’. Ma alla resa dei conti non è affatto questo. Abbiamo solo paura di vivere per conto nostro".

Clara guarda in lontananza, con uno sguardo cupo. Notando la sua angoscia lui cerca di addolcire i toni: "Voglio dire, è un grande passo quando vai a vivere da solo e... beh, penso che tu ti stia prendendo in giro quando dici che tuo padre ha bisogno di te. In realtà, sei tu che hai bisogno di tuo padre. Capisci cosa intendo?"

Lei lo guarda improvvisamente, ma non dice nulla.

"Capisci cosa intendo!" – insiste lui – "Vivi a casa adesso, e hai lì tuo padre e tua madre e, beh, potresti continuare così ad essere una bambina per tutta la vita!"

"Ho paura di essere sola", confessa lei guardandolo dritto negli occhi.

"Non sarai così sola" – le assicura – "Farai subito amicizia".

Lei ride silenziosamente e spiega: "In realtà non faccio amicizia facilmente".

"Di cosa stai parlando? Sei una persona molto piacevole". La incoraggia ad accettare il nuovo lavoro lontano da casa e le dice persino che andrebbe a trovarla. "Sarebbe davvero bello. Non avere tanta paura”.

Ripartono dirigendosi verso la casa di Marty. Trovano la casa immersa nell'oscurità.

Al tatto Marty individua l'interruttore della luce e lo accende. Commenta: "Suppongo che mia madre non sia ancora a casa. Immagino che mio cugino Thomas e Virginia siano andati al cinema, quindi non saranno a casa prima dell'una almeno".

C'è una pausa imbarazzante che Marty riempie spiegando: "Questa è la cucina!"

"Sì, lo so", risponde pazientemente Clara.

Lui la invita nella sala da pranzo. Lei si siede al tavolo ma rifiuta la sua offerta di cibo dicendo che non pensa di dover rimanere molto a lungo. Quando lui le suggerisce di togliersi il cappotto un minuto, lei acconsente in silenzio e lui la aiuta a toglierselo.

Mettendo da parte il suo cappotto e la sua borsetta, lui si siede al tavolo. Le mani giunte, dice: "Quindi ti stavo dicendo che il mio fratellino Nicky si è sposato domenica scorsa". Sembra felice di condividere queste informazioni. "È stata una cosa molto carina! Che pasto! Sono un macellaio, quindi riconosco un bel pezzo di carne quando lo vedo". Blatera di diversi tagli di carne e dei loro prezzi.

Clara sembra a disagio e sola. È curva su se stessa: il nastro sul suo colletto è chiuso strettamente, le sue labbra sono serrate.

Finalmente si accorge che lei non è a suo agio. "Ascolta, Clara" – dice – "Mettiti comoda, sembri tutta tesa".

"Sto bene", insiste lei.

Vediamo un'espressione cupa passare sulla faccia di lui, molto simile a quella che aveva nella telefonata con Mary Feeney. Poi l'attenzione si sposta via da lui, e abbiamo una visione chiara di Clara, il suo volto illuminato nell'oscurità.

Con un tocco di amarezza, Marty dice: "Se vuoi che ti porti a casa, ti porto a casa".

"Forse sarebbe una buona idea", risponde lei.

Entrambi si alzano e Marty prende il cappotto di Clara. Le sorregge le spalle del cappotto mentre lei infila le sue braccia nelle maniche. Una volta che lei si è rivestita, lui cerca di farla voltare verso di sé per darle un bacio. Clara sembra colpita. "No, Marty, per favore!" dice lei.

"Mi piaci, mi piaci" – dice lui – "Ti ho detto tutta la notte che mi piaci".

“Marty...”

"Tutto quello che voglio è un piccolo bacio", dice disperatamente.

"No! No, Marty!"

Ancora fuori fuoco, lui si strappa via da lei improvvisamente. "Va bene, va bene" – dice, forte ed esasperato – "Ti porterò a casa!"

"Tutto quello che volevo era un dannato bacio!" – si difende lui – "Pensi che stessi per provare qualcosa di serio con mia madre che potrebbe tornare a casa in qualsiasi momento?!" Si volta e va in soggiorno.

"Semplicemente non ne avevo voglia, tutto qui", spiega Clara.

Marty si siede sul divano nell'oscurità, gli occhi bassi, la fronte corrugata.

Stringendosi nel cappotto, Clara entra lentamente nel salotto e si ferma accanto a Marty. Si siede vicino a lui, molto triste.

"Beh" – dice Marty – "Sono abbastanza vecchio da saperlo. Arriva il Capodanno, tutti iniziano a organizzare feste, io sono il ragazzo per cui devono scovare una ragazza. Prenderò solo un pacchetto di sigarette e prendo... " Comincia ad alzarsi, ma poi si abbassa di nuovo.

Dice Clara: "Mi piacerebbe rivederti. Molto. Il motivo per cui non ho lasciato che tu mi baciassi era perché non sapevo come... gestire la situazione. Sei l'uomo più gentile che abbia mai incontrato. La ragione per cui ti dico questo è perché voglio vederti di nuovo – molto. So che quando mi porterai a casa mi stenderò sul mio letto e penserò a te. Voglio tanto rivederti".

Marty ha guardato in basso per tutto il tempo che Clara ha parlato. La sua faccia è pervasa di emozione. Chiude gli occhi, sospira e li riapre.

Senza guardarla, Marty chiede lentamente, esitante: "Cosa farai domani sera?"

"Niente".

"Ti chiamerò domani. Magari andremo a vedere un film".

"Mi piacerebbe molto".

"Il motivo per cui non posso essere sicuro ora è perché mia zia Catherine probabilmente arriverà domani e potrei dover dare una mano".

"Aspetterò la tua chiamata".

Finalmente Marty la guarda. "Farò meglio a portarti a casa ora" – dice – "Si sta facendo tardi e

gli autobus passano solo una volta all'ora".

"Va bene", concorda Clara.

"Prenderò solo un pacchetto di sigarette", dice. Va in sala da pranzo e prende un pacchetto di sigarette da un cassetto.

Mentre ritorna nella stanza, Clara cammina verso di lui. Lui esita, poi le chiede: "Cosa fai a Capodanno?"

"Niente", risponde lei, con un leggero scuotimento della testa.

Il momento sembra quello giusto. Marty si avvicina molto lentamente a Clara, dandole ampia opportunità di indietreggiare o di fargli sapere che non è ancora pronta per un bacio. Ma lei non si muove, guardandolo negli occhi mentre lui avvicina le labbra alle sue per un bacio gentile.

Dopo il bacio, Marty tira un sospiro di sollievo e abbraccia Clara, con la faccia tra i capelli di lei. Rimangono così, assaporando l’apice della loro lunga serata insieme.

FINE PARTE IV

ENGLISH TRANSLATION

Here is the link for Parte V of this cineracconto. Two additional installments will be posted – the first two Saturdays in June. Vertigo grammar exercises about the film will be posted in early July at the bottom of Parte VII. Check back then – or subscribe to receive a weekly email newsletter with links to all our new posts.

GLOSSARIO

  • acconsente (acconsentire) - she acquiesces, consents

  • addolcire – to soften

  • si affretta (affrettarsi) – he hurries

  • alta voce – aloud

  • l’apice (e/i) - the culmination

  • assaporando (assaporare) – savoring

  • assenza (a/e) – absence

  • si avvia (avviarsi) – she heads (to someplace)

  • balbetta (balbettare) – she stammers

  • i binari (io/i) – the tracks

  • blatera (blaterare) – he prattles, babbles

  • brontola (brontolare) – he grumbles

  • il Capodanno – New Year's Eve

  • la cassa - the cashier

  • un cassetto (o/i) – a dresser drawer

  • corrugata (corrugare) – furrowed (past participle as adjective)

  • costernata (o/a/i/e) - of consternation

  • cupo (o/a/i/e) – somber

  • curva (o/a/i/e)hunched

  • dapprima – at first

  • edicole (a/e) – newsstands

  • educato (educare) – polite (past participle as adjective)

  • in esposizione (e/i) – on display

  • fa (fare) un giro su sé stesso – he spins around

  • si fa (fare) strada – he makes his way

  • fare un salto – to step out, go out

  • farmi (fare) fuori – do away with myself, kill myself

  • fragorosamente – uproariously

  • giunte (giungere)  – clasped (past participle as adjective)

  • grana – dough (slang for money)

  • guarda (guardare) dall’alto in basso – he [it = gente in the cineracconto] looks down on

  • indietreggiare – to back away

  • individua (individuare) – he locates, identifies

  • infila (infilare) – she inserts, puts through

  • ingombro (o/a/i/e) – crowded

  • l'inquadratura (a/e) – the shot

  • un inserviente (e/i) – an attendant

  • l'interruttore (e/i) della luce – the light switch

  • irrompe (irrompere) – he bursts in

  • lavandini (o/i) – hand basins

  • i libri (o/i) contabili (e/i) – the (accounting) books

  • lucidatura di scarpe – shoe shines

  • metà strada – halfway

  • mettere insieme – gather together

  • la mezzanotte – midnight

  • mozziconi (e/i) di sigaretta – cigarette butts

  • un mucchio (io/i) – an array, a pile

  • un mutuo (uo/ui) – a mortgage

  • il nastro (o/i) – the ribbon

  • un negozietto (o/i) – a little shop

  • un palo (o/i) – a pole

  • dall’altra parte – across

  • pasto (o/i) – meal

  • perbene (e) – decent (only used for people)

  • persino – even (something more than expected)

  • pervasa (pervadere) – awash, permeated (past participle as adjective)

  • ti stia prendendo (prendersi) in giro – you’re kidding yourself

  • un prestito (o/i) – a loan

  • pudore – modesty

  • racchie - unattractive person

  • alla resa dei conti – when you really come down to it

  • i resti (o/i) – the debris

  • rinunciare – to give up

  • risucchiavano (risucchiare) – they sucked in, swallowed up

  • le ruote (a/e) – the wheels

  • schiacciati (schiacciare) – crushed (past participle as adjective)

  • scovare – to dig up, find

  • scuote (scuotere) la testa – he shakes his head

  • la sensazione (e/i) – the feeling

  • serrate (e/i) - they are closed tightly

  • sopraffatto (sopraffare) - overcome (past participle)

  • sorregge (sorreggere) - he holds

  • stringendosi (stringersi) – clutching

  • un mio supermercato (o/i) – my own supermarket

  • un sussidio (io/i) – a benefit, subsidy

  • svolgere – to take on

  • in tasca – to have money on oneself

  • al tattoby touch

  • tornando (tornare) giù sulla Terra – coming back down to Earth

  • il tragitto (o/i) casa-lavoro – the commute

  • truccarmi (truccarsi) – I put on makeup

  • vivere per conto nostro – to go out on our own

  • la voce (e/i) – the rumor