Overlord, Parte II

Regia: Stuart Cooper (1975)

ENGLISH TRANSLATION

Riposati e di buon umore, Tom e Arthur si affrettano a riunirsi alla loro compagnia. 

Quando avvistano il gruppo, molto più avanti di loro, Arthur geme. "Oh, per l'amor di Dio! Hanno almeno dieci minuti di vantaggio su di noi".

"Tu credi?"

"Io vado giù”.

"Cosa, laggiù?"

“Sì".

"Ehi! Non farlo. Ti ucciderai".

Vediamo Tom che si staglia in cima alla collina. Un aereo da combattimento plana in alto.

Improvvisamente, il mite Tom rotola giù nel burrone. Lo osserviamo a rallentatore, proprio come abbiamo osservato il soldato che cadeva prima. La sua faccia contorta dal dolore, si ferma, disteso, sul fondo, con lo zaino ancora legato sulla sua schiena.

Nell'inquadratura successiva, vediamo Tom confinato in un rettangolo stretto, tra strette linee verticali. Un prigioniero, viene scortato in una cella.

Si siede su una panchina, spalle squadrate, appoggiato contro il muro, con uno sguardo vuoto. C’è un grosso graffio sulla sua guancia. Alla fine chiude gli occhi.

Sdraiato, addormentato, la sua faccia riempie quasi tutto lo schermo. Apre gli occhi, e si gira, guardando il soffitto. Poi sposta lo sguardo verso di noi, gli spettatori, sfidandoci.

Se Tom intendeva affermare la sua individualità un'ultima volta – o forse anche solo per la prima volta – l'esercito gli ha fatto sapere che non approva. La macchina da presa lo guarda dall'alto in basso, immobile sul suo lettino in una minuscola cella. Alla fine, si mette a sedere e indossa gli stivali.

Ma l’esercito ha bisogno di ogni corpo che ha da mandare al fronte, persino di Tom. Quando un soldato entra nella cella, Tom salta sull’attenti. Visto dall'alto, ogni elemento dell'inquadratura sembra sbilanciato.

Finita la punizione, lui marcia fuori dall’isolamento.

Con il graffio sulla guancia, Tom è tornato in formazione, Arthur direttamente dietro di lui. Il caporale dice agli uomini che avranno 12 ore di licenza, a partire dalle nove del mattino. È la loro ultima licenza prima di essere inviati in guerra. "Sarai di nuovo qui per le 21 o tua madre non ti riconoscerà quando avrò finito con te. Dimentica quello che ti ho detto, e non sarai in giro a scrivermi una lettera di ringraziamento dopo la fine della guerra". Durante questo discorso, la macchina da presa zooma sulla faccia di Tom, gli occhi incavati in ombra, le labbra serrate.

Arthur chiede se la sua cella sia stata comoda e Tom alza due dita, per dire ad Arthur: "Fottiti!""Fai un segnale, Beddows?" chiede il caporale. Ma, rivolto dall'altra parte, il gesto ha un significato diverso. "Solo per ‘vittoria’, caporale", risponde Tom.

Tom è in un cinema, a guardare un cinegiornale, "Ave alla Camminata di Lambeth"*, in cui immagini di soldati tedeschi che passano davanti a Hitler a passo d'oca, sono montate al ritmo di una melodia allegra della classe operaia, “La camminata di Lambeth”, che li fa sembrare ridicoli.

In primo piano, vediamo una mano con uno smalto brillante sulle unghie appoggiata sulla coscia di Tom. 

*Hoch der Lambeth Valk (Charles A. Ridley, 1942) era un noto cortometraggio di propaganda, mostrato spesso come parte delle proiezioni nei cinema britannici durante la seconda guerra mondiale.

La donna, che indossa rossetto e collana di finte perle, sigaretta tra le dita, guarda Tom, le sopracciglia sollevate. Sotto lo sguardo di lei, lui sembra a disagio.

Sullo schermo, i soldati tedeschi sembrano sciocchi e innocui, cosa che, come Tom imparerà presto in prima persona, non è vera.

Alla fine, la donna oltrepassa il limite, avvicinando la mano fino al suo inguine, proprio quando Hitler saluta il pubblico, fissandolo direttamente dallo schermo, i suoi capelli impomatati, i suoi baffi minuscoli. Tom salta su e se ne va.

Tom guida la sua bici lungo una tranquilla stradina di campagna, diretto verso la macchina da presa. Un rapido taglio ci porta a un bombardiere che decolla, avvicinandosi anche al pubblico fino a riempire l'inquadratura, opprimendoci.

Tom va avanti, con la luce del sole che delinea la sua figura, disegnando un’aura attorno a lui. Poi, dall'interno del bombardiere, vediamo un villaggio inglese in basso. Tra le rovine del castello di Corfe, Tom scende dalla bici e va a piedi. Il castello è vicino alla costa meridionale dell'Inghilterra; la Francia si trova proprio dall’altra parte all'acqua.

Una vista aerea ci mostra il bombardiere, il sole si riflette sulle sue ali, che incombe sul paesaggio. L'aereo attraversa la costa e si dirige verso il Canale della Manica in direzione dell'Europa, seguito dalla macchina da presa in un'inquadratura che dura più di un minuto. Il leggero rombo del motore dell'aereo è l'unico suono.

Poi siamo immersi nell'oscurità e spaventati dal suono delle esplosioni, da vividi disegni di luce. Ha il suono e l’aspetto di un fuoco d'artificio. Ma è un bombardamento.

Un edificio in fiamme, esplosioni e bombe che cadono.

A terra: cascate di detriti, edifici in fiamme, fumo e rovina.

L'aereo vola via. Sotto di esso, le case sono illuminate da bombe che esplodono. Vediamo l'aereo come una piccola sagoma, contro uno sfondo di nuvole, fumo e spruzzi di fiamme delle esplosioni.

I resti di un bombardiere precipitato e di edifici bombardati a Essen, in Germania.

Una dissolvenza ci porta da Tom, in uniforme, che dorme su un treno passeggeri, la campagna inglese gli passa accanto di corsa fuori dal finestrino.

La macchina da presa zooma sulla sua faccia addormentata, serena contro la tappezzeria a foglie del sedile. Sogna di essere su un campo di battaglia. Nella sua visione sta girando il corpo di un soldato tedesco. Giovane, all'incirca dell'età di Tom, il soldato sembra angelico nella morte. Vista in primo piano, la sua faccia tranquilla, appoggiata su un letto di foglie cadute, assomiglia a quella di Tom addormentato nel vagone ferroviario.

PARTE II FINE

ENGLISH TRANSLATION

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GLOSSARIO

  • le ali (a/i) – the wings

  • appoggiato (appoggiare) – leaned, leaning (past participle)

  • un’aura (a/e) – a halo

  • ave – hail

  • avvicinando (avvicinare) – moving closer

  • avvistano (avvistare) – they catch sight of

  • la bici (no change) – the bike

  • il burrone (e/i) – the ravine

  • il Canale della Manica – the English Channel

  • un cinegiornale (e/i) – a newsreel

  • un cortometraggio (io/i) – a short (film)

  • la coscia (ia/e) – the thigh

  • decolla (decollare) – it takes off

  • disteso (distendere) – sprawled (past participle)

  • geme (gemere) – he moans

  • un graffio (io/i) – a scrape

  • la guancia (cia/ce) – the cheek

  • incavati (incavare) – caved-in, hollowed out (past participle as adjective)

  • incombe (incombere) - it looms over

  • l’inguine (e/i) – the crotch

  • innocui (uo/ua/ui/ue) – harmless

  • licenza (a/e) – (military) leave

  • meridionale (e/i) – southern

  • mite (e/i) – mild-mannered

  • oca (oca/oche) – goose

  • oltrepassa (oltrepassare) il limite (e/i) – she goes too far

  • operaia (aio/aia/ai/aie) – worker

  • opprimendoci (opprimere) – overwhelming us

  • una panchina (a/e) – a bench

  • passo (o/i) d'oca – goose-step

  • plana (planare) – it soars

  • precipitato (precipitare) – crashed (past participle)

  • i resti (o/i) – the remains

  • riempie (riempire) – it fills [something]

  • rossetto (o/i) – lipstick

  • una sagoma (a/e) – a silhouette

  • sbilanciato (sbilanciare) – off-kilter (past participle)

  • sciocchi (cco/cca/cchi/cche) – foolish

  • scortato (scortare) – escorted (past participle)

  • sdraiato (sdraiarsi) – lying down, reclined (past participle)

  • serrate (serrare) – pressed together

  • uno smalto (o/i) – nail polish

  • le sopracciglia (o/ae) – the eyebrows

  • spruzzi (o/i) – sprays

  • si staglia (stagliarsi) – he is silhouetted

  • la tappezzeria (generally no change) – the upholstery 

  • le unghie (ia/ie) – the finger (or toe) nails

  • lo zaino (o/i) – the backpack