Rocco e i suoi fratelli (Rocco and his Brothers), Parte III

Regia di Luchino Visconti (1960)

ENGLISH TRANSLATION

SIMONE

Nadia si sta spazzolando i capelli, i suoi collant sono appesi su una corda tesa nel bagno. A qualcuno fuori schermo dice: "Quindi hai deciso di boxare. È un’ottima idea, sai”. Ride, sprimacciandosi i capelli.

"È una bella professione – la boxe", dice, mentre cammina verso l'armadio e tira fuori una vestaglia. Mentre la indossa continua: "Però, se ho capito bene, tu fai la boxe come io faccio la vita”.*  Fa un gesto con le dita che significa “soldi”.

* Questo è un modo per dire che lei lavora come prostituta.

5.png

Si siede sul bordo del letto e lo guarda sorridendo. È Simone. Sta mangiando a un tavolo carico di cibo, una bottiglia di vino di fronte a lui. "No" – si difende lui – "Io ho anche la passione".

"Ah, hai la passione? Anche io lo faccio per passione!" Si distende sul letto, le gambe accavallate. "E tuo fratello?" chiede.

"Quale?" risponde lui girandosi verso di lei, mentre continua a mangiare. "Ne ho quattro".

"Il più grande. Quello che ha chiamato la guardia. Mamma mia, che giornata! Prima la neve, poi mio padre, e io che ho tagliato la corda. Sai che io le guardie non le ho mai potute soffrire. Fin da quando ero bambina, figurati adesso!" Lui ride, guardandola amorevolmente. Appoggiandosi al letto, inizia a baciarle la mano.

10.png

Lei sbadiglia. "Lo sai che ho sonno. Io adesso dormo e tu te ne vai".

"No", mormora lui.

"Come no? Sì, sì, però tu te ne vai. A me piace dormire sola. Perciò sono andata via da casa".

Lui si alza e gira intorno al letto. La bacia dolcemente sulla fronte, poi su tutto il viso, mentre lei continua: "Sai, quando ero piccola, mio padre si è ammalato ed è stato molto tempo all’ospedale. Allora mamma e io siamo andate ad abitare con uno zio e una zia. La guerra era appena finita e case ce n’erano poche. Ricordo che ci hanno messo in una stanza dove eravamo così tanti stipati. Come casa tua, immagino.

Le mattine d'estate, appena chiuse le scuole, andavamo a giocare in cortile”. Simone passa dolcemente la faccia contro la sua mentre lei parla. "Io però ero sviluppata per la mia età e non mi piacevano più i giochi per bambini. Restavo a guardare. C'era un dentista, abitava al pianterreno. Un giorno mi fa segno. Poi ho cominciato ad andarci da sola la notte”. La sua storia sta diventando seria e le attenzioni amorose di Simone non sembrano più adatte. Ma conclude la storia con una nota ironica: "Era un progresso, no? Almeno eravamo solo in due in un letto".

Finalmente, Simone si ferma. "Quanti anni avevi?" chiede.

"Tredici".

Poi lei ci ripensa e ride. "Non è vero il dentista", dice, guardando altrove, mentre Simone inizia a baciarla di nuovo. "Quando ero piccola ero molto felice. Più tardi sono venuti i guai. Senti, voglio dormire ora”. Lo bacia leggermente, ma dice: "Te l'ho detto: te ne vai?"

Ritorniamo in strada, vediamo Luca con un cappotto pesante e un cappello, in sella a una bicicletta con un cestino attaccato al manubrio. Accosta su un ponte e urla "Ciro! Sono arrivato!"

Ciro corre da lui.

Con le sponde del canale sullo sfondo, Luca consegna un panino e un programma di scuola serale.

20.png

Luca gli mostra qualcosa – un biglietto della lotteria. Ciro dice: "Quando finirai di sprecare i soldi, eh?"

"Me l'ha regalato Simone".

"Ah, Simone … È andato a lavorare questa mattina?" risponde Ciro, annuendo mentre morde il suo panino.

"Quando me ne sono andato dormiva. Ma Simone non va mai la mattina a lavorare".

"Sì, e chissà che lavoro fa".

"Il migliore di tutti! Pure ieri ha portato 2.000 lire a mamma".

Ciro chiede al suo piccolo fratello diligente, "E tu? Che lavoro fai oggi?"

"Io giro a portare generi alimentari per il negozio vicino a casa nostra".

"Aspetta che faccio 20 anni e poi faccio vedere a tutti di cosa sono capace io!"

23.png

Si salutano e Ciro torna indietro per la strada da cui è arrivato, continuando a masticare il suo panino.

In una lavanderia a secco, una giovane donna in camice sta dicendo a qualcuno fuori campo: "Sei proprio sicuro di saper leggere? Da quando ci sei qui tu succedono tanti di quei pasticci...". Sta parlando a Rocco, che indossa una maglietta scura con il nome della sua palestra di pugilato. “Non è questa”, si lamenta lei.

3.png

"Non darle retta, Rocco" – gli consiglia un’altra dipendente – "È sempre successo".

"No, non è vero".

"Un cliente!" Si affrettano verso i loro posti.

Attraverso la porta a vetri arriva Simone, con un grande sorriso.

"È mio fratello, Simone", spiega Rocco, che è incorniciato da un Pinocchio di legno e una fila di cappotti. Dietro di lui, una finestra dà sulla città vecchia e il cielo grigio.

Simone dice: "Buongiorno a tutti!" Fischia stupito dalle dimensioni del negozio. Nota che offrono un servizio di ‘nuovo look’ e scherza, "Ecco, questo è proprio quello di cui ho bisogno!"

"È costoso, sai", avverte Rocco.

Simone risponde con spavalderia, "Oh, ma io pago, no?"

A quel punto, una donna più anziana con una pettinatura da bouffant entra dalla stanza sul retro. È il capo, Luisa (Suzy Delair).*  Batte le mani e dice bruscamente: "Che succede?"
* La ricordiamo come la cantante provocante di “Quai des Orfèvres”.

Cammina lentamente verso Simone, con le braccia incrociate, guardandolo dall'alto in basso.

Lui spiega: "Hanno detto che in cinque minuti possono mettere a nuovo anche un tipo come me. È vero?"

"Vuole convincersene?"

"Sì".

"Si accomodi. Gannina, pensa tu al signore".

La padrona cammina verso l'area del servizio clienti. "Rocco, tu sei ancora qui?"

Una delle dipendenti le dice: "È suo fratello".

Simone è nello spogliatoio. Una impiegata aspetta fuori che lui si tolga i vestiti. Attraverso una tenda semiaperta, uno specchio appeso al muro ci mostra Simone mentre si sta spogliando. Uno per uno, le passa i vestiti: pantaloni, camicia.

Ma c'è un problema.

"Signora, si può fare la camicia?" chiede la commessa.

Luisa si avvicina. Maneggia la camicia con un certo disprezzo. "La camicia, no. È troppo malandata”.

"Che peccato" – risponde lui – "È la cosa più importante".

Luisa alza lo sguardo. "Rocco, muoviti! Sarai in ritardo!"

Ma Simone lo chiama, agitando il braccio.

Luisa si allontana con un misterioso sorriso di soddisfazione, lasciando Simone con suo fratello, che tiene un cesto di vimini pieno di biancheria pulita sotto il braccio.

"Mi puoi prestare qualche lira?" dice Simone. “Ne ho bisogno subito! E avvisa la palestra che non ci vado per due giorni. Vado fuori Milano!"

Da fuori campo, Luisa dice "Rocco, non dargli niente".

Simone protesta: "Allora non le piaccio. signora!"

"Difendo Rocco. Dovrebbe essere diffidente con un tipo come lei".

Simone la ignora e torna da Rocco, che accetta di prestargli i soldi. Luisa gli chiede: "Allora, quanto gli devo dare? La metà del mensile?"

"Sì signora".

"Bene", dice lei, e se ne va. Simone, ancora in biancheria intima, si sporge dallo spogliatoio e gli occhi cadono su un tavolo di camicie pulite lì accanto.

33.png

Rocco chiede: "Ma quando torni? Mamma lo sa?"

"Sì, sì, lo sa".

Si salutano.

Mentre una fosca musica di violino inizia a suonare, Simone si sporge dallo spogliatoio e raccoglie abilmente una camicia dal tavolo. Chiudendo la tenda, si volta verso lo specchio, tenendo e guardandosi la camicia sul petto.

La sta infilando furtivamente nella sua borsa quando l'assistente gli dice che i suoi pantaloni sono quasi pronti. Lei chiede la sua giacca, per la quale ci vorranno solo pochi minuti.

40.png

"Pantaloni! Ecco, i suoi pantaloni!" L'assistente li porge a Simone.

"Wow, avete fatto proprio presto!" dice allegramente.

Simone esce, sembra nuovo – tranne che per la camicia, ma presto a questo si porrà rimedio. Luisa lo ha capito – ha avvertito Rocco di non prestargli denaro – ma lei non sa tutto.

"Guardalo, tutto rimesso a nuovo" – dice, ma aggiunge – "Certo la camicia non è all’altezza". Indica le camicie disposte sul tavolo accanto a lei. Appartengono a un altro cliente ma, ammette, "Avrebbero un aspetto migliore su di lei".

La commessa viene con la giacca e lo aiuta a indossarla.

Luisa gli porge il denaro di Rocco, 5.000 lire, la paga di mezzo mese, e gli chiede il pagamento per il servizio: 700 lire. Ma lui dice: "No, non le ho proprio. Dopo ve li dà Rocco”. Lei scuote la testa con disapprovazione.

Lui si sporge verso di lei, "Signora, buongiorno e mille grazie".

Sorridendo, lei gli fa l'occhiolino e dice: "Buongiorno".

Saluta mentre se ne va, e tutte lo salutano.

La prossima scena si apre nella nuova palestra di Simone dove gli uomini si stanno allenando.

Cerri va verso la porta, dove si trova Rocco, e chiede: "E tu, chi sei?"

"Mio fratello Simone è malato. E allora dice che oggi e domani non può venire".

"Andiamo proprio bene!" risponde Cerri, infastidito.

4.1.png

Duilio è lì, elegante in giacca e cravatta, come al solito, e dice dubbioso: "Malato, eh? Ma alle tre l'hanno visto in città!"

Rocco risponde innocentemente: "Io non so niente”.

Duilio dice: "Tu non sai niente, ma lo so io!" Con rabbia colpisce forte un sacco da pugilato e si precipita in ufficio. Torna con il cappello e il cappotto e sbraita verso Rocco: "Sei suo fratello. Allora senti, invece di portarlo qui, facevo meglio a impiccarmi. Eh, Cerri? Mi sono sbagliato. Sono il primo ad ammetterlo. Sono stufo!" Si precipita fuori, sbattendo la porta dietro di sé.

7.png

Cerri mette la mano sulla spalla di Rocco. "Tu sei il fratello di Simone", dice, cordialmente.

"Sì".

"Tuo fratello ha un bel fisico e picchia anche bene, ma è lento. Dovrebbe allenarsi più degli altri".

Nel suo ufficio, Cerri mostra con orgoglio a Rocco un muro coperto di foto di pugili che si sono allenati con lui. "Tutti bravi, li ho fatti io". Cerri dice a Rocco di chiudere la porta.

"Vogliamo ripararlo la situazione prima che sia troppo tardi. Da qui in avanti vieni in palestra con lui pure tu, così lo tieni d’occhio".

"Io?"

"Sì: tu. Venite insieme. Uscite insieme la sera. Come ti chiami?"

“Rocco”.

11.png

"Sembri un bravo ragazzo. Devi solo fare la guardia a tuo fratello. E impediscigli di uscire con certa gente. Il pugilato è una professione seria che si può fare soltanto facendo una vita seria. Come hanno fatto tutti questi" –  dice indicando i pugili sul muro – "La moralità è la prima cosa per un atleta. Capito? Ciò significa che le donne, le sigarette, il bere e tante altre cose: no, no, non si possono fare”. Durante il suo discorso sentiamo una musica fosca, come la musica che abbiamo sentito quando Simone stava rubando la camicia.

Simone e Nadia stanno in piedi su un ponte, baciandosi. Dietro di loro, i motoscafi corrono sul lago.

Mentre si girano per andarsene, Nadia fa un cenno di saluto a due anziani brizzolati in uniforme da marinaio. "Buona Pasqua, signorina!" rispondono.

Quindi questo è il motivo per cui Simone ha perso l’allenamento di pugilato! È in vacanza con Nadia a Bellagio.

Passeggiano sul lungomare accanto ai tavoli con gli ombrelloni, dove le persone si rilassano godendosi la giornata.

"Quello che cos’è?" chiede Simone, indicando.

"È un hotel al bacio, caro mio!" dice, baciandosi la punta delle dita per sottolinearlo.

"Sei sicura?"

"Sì". Si chiama Gran Bretagna, gli dice.

17.png

La coppia è vestita elegante per questa gita pasquale. Nadia ha uno scialle drappeggiato sulle spalle. Simone indossa un cappello vivace. Notiamo la sua camicia bianca pulita...

Mentre camminano di fronte all'hotel, lei gli dice che è stata lì – una volta. È molto più bello della pensione in cui soggiornano. "È proprio fantastico". Di fronte all'hotel, agli ospiti viene servito il pranzo sul prato da camerieri in giacca bianca.

Arrivano a un muretto e si siedono. "Prima che finisca l’anno ti porto io qui" – promette lui – "Aspetta che diventi professionista, e poi vedi".

Lei chiede una sigaretta e lui gliene dà una, ma lui si rifiuta di fumare. Per una volta segue le istruzioni del suo allenatore.

Dal caffè all'aperto dell'hotel proviene una musica leggera di violino che fa da sfondo al discorso degli amanti.

"Quanto guadagnerai?" chiede lei.

“Molto. Ma devo allenarmi duramente".

Lei si gira e si appoggia a lui, allungando una gamba lungo il muretto. Lui le mette un braccio intorno.

"Sarà un sacrificio grosso" – dice lui – "Anche per te".

"Che cosa c’entro io?" domanda lei.

"Quando uno sta in allenamento, niente..."

"C’è bisogno che ci spieghiamo bene noi due, sai" – rimbecca lei – "Non siamo sposati. Ci vediamo ogni tanto. Può capitare che per un anno non ci vediamo". Simone sembra ferito. Lei si gira verso di lui: "Hai capito?" Lui la bacia leggermente e lei gli rivolge un gesto sprezzante.

Un impiegato dell’hotel, in uniforme e con un piccolo cappello rotondo legato alla testa, si avvicina per dire loro che non è permesso che si siedano sul muro. Nadia non gli dà importanza, ma Simone si offende. L'impiegato spiega che sta solo eseguendo gli ordini, e la nostra coppia si alza e lascia questo mondo fantastico dove uno deve essere ricco per sedere su un muretto. Tornano al loro mondo, Simone lanciando insulti al dipendente da dietro le spalle.

Fuori dalla lavanderia a secco, Rocco abbassa la saracinesca e poi parte in bici salutando le sue colleghe.

Passa accanto a Simone, che si è appostato al distributore di benzina aspettando la sua uscita dal lavoro.

Appena Rocco passa, Simone corre al negozio. Bussa alla saracinesca e urla "Rocco!" Una delle commesse in strada gli si avvicina e gli chiede di cosa abbia bisogno. “Mio fratello", risponde lui.

"È appena andato via. Non l'ha visto?”

"No, non l'ho visto".

Dall'interno del negozio Luisa grida, "Chi è?"

"Sono il fratello di Rocco. Sono venuto per portare un pacchetto. Ma non fa niente. Tornerò domani".

7.png

Poi chiede alla dipendente: "Posso lasciarlo con il portiere?"

"Lo lasci nel negozio", suggerisce. Gli mostra una porta laterale.

È buio nel negozio. Il Pinocchio di legno che abbiamo visto in precedenza è ora in un altro posto: sul bancone su cui lavora Luisa. Questo burattino che voleva essere reale, questo ragazzo che era pigro e ha sempre detto bugie, sembra salutare Simone come un vecchio amico.

"Permesso?" chiede Simone da fuori schermo. "Non c'è nessuno?"

"Sì?" risponde Luisa, senza attenzione.

"Buona sera, signora".

"Oh è lei".

10.png

Si avvicina al bancone. "La ragazza ha detto che potevo lasciare il pacchetto. Non credevo di trovare lei. È meglio così".

Luisa sembra preoccupata. "Che cos'è?"

Lei fa un passo oltre il bancone. Lui le consegna il pacchetto, dicendo: "Ecco. Deve avere pazienza".

Lei lo accetta, guardandolo con sospetto.

13.png

Luisa è furiosa. Getta giù la camicia. "Sta scherzando? È matto?" Lui ride solo. "Risponda! Non rida. Viene qui, chiede delle cortesie. E poi approfitta della situazione per rubare e fa anche lo strafottente".  

Si ferma, lo guarda con disgusto e alla fine sputa fuori: "Ladro!"

Lui si difende. "Non volevo rubare". Allunga la mano verso di lei e lei gli dà un colpo al braccio.

"Io però sono padrona di non crederle! Perché abusa della fiducia di una persona che si è mostrata gentile". Lei si allontana, sempre più angosciata, mentre gli rivela incautamente la sua debolezza. "Sono una stupida, sono pronta a credere a tutti e ad aiutare tutti. È una lotta continua per una donna sola che gestisce un'impresa e deve stare attenta a tutto". Mentre lei apre il proprio cuore, Simone sorride, come se lei stesse raccontando una storia divertente.

Con un'espressione di delizia quasi diabolica, lui le si avvicina da dietro e le mette la mano sulla spalla. Lei lo schiaffeggia due volte in faccia e se ne va.

Lui ride e lei indietreggia, chiedendo: "Cosa vuole da me?"

In risposta, lui la prende tra le sue braccia e la bacia appassionatamente.

Lei accetta il suo bacio, ma poi si separa da lui, si copre il viso con le mani e indietreggia ancora dicendo: "No, mi lasci".

Ma lei è una donna sola, e quando lui si avvicina di nuovo lei si arrende a lui.

Quando la macchina da presa si avvicina per un primo piano sul loro bacio, inquadra la spilla di diamanti di lei. Alla fine della scena, le dita di Simone accarezzano leggermente la spilla.

1.png

Ciro e Rocco sono a casa in canottiera. Ciro sta lavorando alla sua scrivania e Rocco sta cucendo. Parlano sottovoce.

"Perché sospettano di te tutte quante?" chiede Ciro.

"Non lo so. Il capo continua a guardarmi".

"A me sembra pazza".

"Questo sì. Ma anche le ragazze continuano a guardarmi".

"Andremo a risolverlo con la polizia domani mattina". Apparentemente Ciro crede nelle autorità.

"Sì" concorda Rocco.

Bussano alla porta, "Parondi! Portineria!"

Rocco si rivolge a Ciro, terrorizzato. "Sono venuti ad arrestarmi!”

4.png

Dal suo letto nella stessa stanza, Rosaria sbadiglia e chiede: "Chi è che chiama Parondi?"

Si mette lo scialle, guarda malcontenta i suoi due figli e si alza dal letto con un gemito.

5.png

Ciro si alza dalla scrivania. "No, ci vado io".

"Sì, vai tu".

Ciro apre la porta e vede un uomo corpulento con un berretto. "Cosa c’è?" chiede.

"Vogliono Vincenzo Parondi in portineria".

"Vincenzo?" ripete Ciro, guardando dietro di sé, verso Rocco, confuso. Perché dovrebbero volere Vincenzo?

Rosaria prende in mano la situazione: "Vincenzo? Non è in casa". Chiede a Rocco: "Vogliono Vincenzo. Sai perché?"

"No, non so. Posso andare a vedere io", risponde.

"Sì, vai".

Sembrano tutti molto preoccupati.

"Tu capisci perché sono venuti per lui a quest'ora della notte?" si chiede Rosaria.

Rocco mette le mani sulle spalle della madre in modo rassicurante. "Non è poi tanto tardi, sai".

"Tu credi?"

"Non sono ancora le 10:00". Le tocca la guancia affettuosamente. "Vai a coricarti, mamma".

13.png

Alla porta, Ciro lo ferma, chiedendo: "Vuoi che venga con te?"

"No, resta con mamma"

Una bella inquadratura delle case popolari. All'interno dell'appartamento, gli utensili da cucina sono appesi al muro.    La sporcizia    intorno    all'interruttore della luce    testimonia il passaggio di migliaia di mani. Fuori nel corridoio: una figura in nero cammina con    un bastone   , una signora con uno scialle siede    curva    su una sedia e due uomini condividono un giornale, discutendo gli eventi del giorno. Sul soffitto, una lunga fila di luci corre lungo il corridoio, accompagnando l'occhio lontano.

Una bella inquadratura delle case popolari. All'interno dell'appartamento, gli utensili da cucina sono appesi al muro. La sporcizia intorno all'interruttore della luce testimonia il passaggio di migliaia di mani. Fuori nel corridoio: una figura in nero cammina con un bastone, una signora con uno scialle siede curva su una sedia e due uomini condividono un giornale, discutendo gli eventi del giorno. Sul soffitto, una lunga fila di luci corre lungo il corridoio, accompagnando l'occhio lontano.

15.png

Ciro chiude la porta. Questo è il nuovo appartamento della famiglia, nelle case popolari. Come nella casa di Ginetta, le immagini cattoliche sono state appese alla porta. La foto di famiglia è appesa al muro nella sua cornice, accanto a pentole e padelle.

16.png

È una grande stanza con il tavolo da pranzo al centro, i letti sul lato. Ad una estremità c'è la scrivania di Ciro, alla quale lui è ora tornato.

Luca si sveglia, chiedendo "Che è successo?"

Sua madre gli dice: "Resta a letto".

Poi cammina verso Ciro. "E tu? Quando finisci?"

Lui la guarda da sopra la spalla, "Io devo finire di studiare. E aspetterò Rocco".

"Hai ragione, figlio mio". Gli mette le mani sulle spalle e si sporge per dargli un bacio.

"Buona notte", dice lui.

Mentre cammina verso il suo letto, si ferma. "Simone non è tornato ancora", riflette “– e Vincenzo..." Alza le mani in alto, dicendo: "Questi benedetti ragazzi!"

Nella strada fuori dall'edificio dei Parondi è buio. Da una macchina parcheggiata, Nadia chiama qualcuno fuori dallo schermo: "Ehi, tu! Vieni! Sbrigati!"

È Rocco. Si avvicina e chiede: "Ma è proprio a me che vuoi?"

"Ma tu non sei Vincenzo".

"No, Vincenzo è uscito con Ginetta, la fidanzata".

"Davvero?”

23.png

"Sì, sono fidanzati da sei mesi, ma mamma non approva. Quindi si incontrano fuori".

Divertita, ma impaziente, Nadia risponde: "Non devi dirmi tutta la storia della tua famiglia. Tu chi sei?"

“Rocco”.

"Oh, sì, mi ricordo di te ora. Ti devo parlare. Salta dentro".

Lui si mette in macchina e lei parte come una saetta.

31 Nadia.png

Attraversano la città, e alla fine a questo ragazzo condiscendente viene in mente di chiedere: "Ma dove andiamo adesso?"

"Dove siamo sicuri di non avere brutti incontri".

Lei accosta e si ferma bruscamente. "Ecco, qui va bene". Si allunga per prendere la borsa. Mentre ci fruga dentro, dice: "Ho chiesto di Vincenzo perché lo conosco un po', ma mi puoi andar bene anche tu".

Finalmente trova ciò che sta cercando: qualcosa avvolto in un fazzoletto. Glielo porge. "Tieni. Sai cos'è questa?"

Lui scuote la testa.

È la spilla di Luisa.

.png

"Tuo fratello Simone dice che l'ha comprata. E io dico che l'ha rubata. Non voglio sapere da dove viene. Ne ho abbastanza dei miei problemi. Non posso correre rischi. Capito?"

"No".

"No? Bene, è ancora meglio". Ride.

"Perché l'ha fatto?" chiede l'innocente Rocco.

"Per venire a letto con me. Pare che ne valga la pena. Tu non ci credi?"

Si fermano per un momento. Rocco cerca di elaborare queste informazioni.

Nadia rompe il silenzio, "Come ti sei combinato, eh?" dice mentre apre il suo cappotto per vedere.

"Stavo a letto".

"Ah, a letto", fa un suono come di un gemito di piacere mentre mette la mano dentro il cappotto e accarezza il suo petto. "Ah, bello, caldo, caldo lui". Lui la guarda scioccato e lei ride in risposta: "Tranquillo. Non ti mangio".

40.png

Gli ordina: "Ascolta, dì a tuo fratello che gli sto restituendo questa roba. Lo ringrazio tanto, ma è inutile che mi venga a cercare. Hai capito?"

41.png

Lui abbassa lo sguardo, muto. Lei lo imbecca: "Ehi! Gli dici: ‘Nadia è partita e ti saluta’”. Rocco la guarda, ancora senza parole. "Hai intenzione di guardarmi ancora così per molto? Cos’ho di strano?"

"No, niente di strano. Penso che tu sia gentile”.

"E adesso, buonanotte, ragazzino. Mi fa piacere che tu mi trovi gentile". Gli tocca leggermente il mento con un dito.

"E scusami se non ti accompagno ma sono di fretta, quindi ..." Si sporge su di lui e apre la portiera della macchina. "Ecco". Lo tira verso di sé e gli dà un bacio veloce sulla bocca, poi lo spinge fuori dalla macchina.

Lui è appena uscito quando lei preme l’acceleratore e parte. "Aspetta!" esclama lui, ma lei se n'è andata. È una ragazza che sa cavarsela e non vuole avere niente a che fare con la famiglia Parondi: troppe complicazioni.

Rocco si guarda intorno, avvolgendo freneticamente la spilla nel fazzoletto. Non ha idea di dove si trovi in questa strana città, nel bel mezzo della notte. Alla fine, mette il fazzoletto in tasca e se ne va.

Tornato a casa, apre la porta. Ciro è ancora alla sua scrivania. Vincenzo si siede sul letto e chiede: "Chi volevano, te o me?" Anche Simone è lì, con una sigaretta che gli pende dalla bocca.

Rocco cammina lentamente nella stanza, e sforzandosi di proteggere suo fratello – o forse solo la famiglia, dice: "Mi volevano al negozio per le chiavi del contatore".

Ciro non ci può credere. "Le chiavi del contatore?"

5.png

Rocco si siede sul bordo del suo letto e Ciro si avvicina a lui. "E il furto?"

"Non c’è mai stato. Ha trovato i gioielli. Nessuno li aveva rubati".

"Ma è proprio pazza allora!"

"Sì te l'ho detto".

Simone ascolta e osserva, fumando.

6.png

Rocco dice "Non ci torno più".

"Ma è un buon lavoro".

"Non è più un buon lavoro".

Interviene Vincenzo: "Dovresti trovare qualcosa di meglio prima di smettere".

"L’ho trovato".

Prende un pezzo di carta e lo solleva. "La vedi questa? È la cartolina rosa. È arrivata stamattina. Ma con tutto quello che è successo, figurati, me ne ero dimenticato. Vado a fare il soldato".

Ciro allunga un braccio muscoloso e, posando una mano sulla spalla di Rocco, dice con approvazione: "Vai a fare il soldato!" Poi torna alla sua scrivania.

Rocco dice: "Simone?"

"Che c'è?"

Tenendo ancora la sua cartolina, Rocco si gira verso di lui. "Ti devo dire una cosa". Si sporge e parla sottovoce in modo che gli altri non sentano. "Tornando dal negozio ho visto una ragazza. La figlia di quella famiglia del nostro vecchio edificio, ti ricordi?"

"Sì".

11.png

La macchina da presa rimane su Rocco mentre parla con Simone, che è fuori campo. "Mi ha detto di dirti che parte e non sa quando tornerà".

"Quando l'hai vista?"

"Proprio adesso".

"Ha detto dove andava?"

"No, questo non me l’ha detto".

Simone chiede: "La conosci anche tu quella lì?" Sembra arrabbiato. "Che vuole da me? È una ragazza come le altre. Ma pensa di essere una gran signora". Getta la sigaretta sul pavimento. "Può andare al diavolo! Non ho tempo da perdere con una ragazza come lei. Se la vedo per strada sai che faccio?" Riflette. "Mi giro dall'altra parte. Diglielo se la vedi".

Dopo che Simone si è girato nel letto, l’inquadratura si sposta su Rocco, che è sdraiato e angosciato. Guarda il soffitto. La macchina da presa trattiene l'immagine dei suoi occhi tormentati che ci fissano per 12 secondi, finché una dissolvenza non ci porta alla scena successiva.

FINE PARTE III

ENGLISH TRANSLATION

Here is the link for Parte IV. Links to next installments are at the bottom of each. A Vertigo grammar exercise has been posted at the bottom of Parte VIII.

GLOSSARIO

  • abilmente – deftly

  • accavallate (accavallare) – crossed (past participle as adjective)

  • accosta (accostare) – he pulls over

  • all’altezza – up to par

  • altrove – elsewhere

  • annuendo (annuire) – he is nodding

  • appartengono (appartenere) – they belong

  • sono appesi (appendere) – they are draped, hanging

  • si è appostato (appostarsi) – he has been lurking (past participle)

  • apre (aprire) il proprio cuore – she pours her heart out

  • si arrende (arrendersi) – she gives in

  • avvolto (avvolgere) – wrapped (past participle as adjective)

  • al bacio – top notch, exquisite

  • il bancone (e/i) – the counter

  • un bastone (e/i) – a cane, walking stick

  • batte (battere) le mani – she claps her hands

  • biancheria – clean laundry

  • bici (no change) – bike

  • brizzolati (o/a/i/e) – grizzled

  • bruscamente – abruptly

  • bugie (ia/ie) – lies

  • burattino (o/i) – puppet

  • camice (e/i) – a white coat, smock (protective for work)

  • lo ha capito (capire) – she is onto him

  • il capo (o/i) – the boss

  • la cartolina (a/e) rosa – the draft card

  • cavarsela – to get by, manage

  • un cestino (o/i) – a basket

  • un cesto (o/i) di vimini – a wicker basket

  • "Che cosa c’entro io?" (entrarci) – “What does it have to do with me?”

  • i collant (no change) – the stockings

  • ti sei combinato (combinarsi) – you are dressed, put together

  • la commessa (a/e) – the assistant

  • condiscendente (e/i) – submissive, passive

  • vai a coricarti (coricarsi) – go to bed (imperative)

  • sta cucendo (cucire) – he is sewing

  • curva (o/a/i/e) – hunched

  • darle (dare) retta – to listen to, believe

  • delizia – delight

  • diffidente (e/i) – wary, cautious, distrustful

  • disprezzo – disdain

  • il distributore (e/i) di benzina – the gas station

  • elaborare – to process (information mentally)

  • “Non fa niente”. (fare) – “It doesn’t matter.”

  • fare il soldato – to be a soldier

  • fare la guardia – to keep watch

  • ferito (ferire) – hurt, wounded (past participle as adjective)

  • una fila (a/e) – a row

  • un bel fisico – a good build

  • fosca (o/a/i/e) – somber

  • la fronte (e/i) – the forehead

  • fruga (frugare) – she rummages around

  • un gemito (o/i) – a moan

  • generi (e/i) alimentari (e/i) – groceries (literally: food merchandise or products)

  • getta (gettare) – he throws, tosses

  • in giacca bianca – in white jackets (note: it is not pluralized)

  • si è girato (girarsi) – he turned over (in another context, this can also mean “he turned around”)

  • godendosi (godersi) – enjoying

  • i guai (io/i) – troubles, woes

  • la guardia (ia/ie) – the cop

  • imbecca (imbeccare) – she prompts, gives a hint

  • incautamente – foolishly, imprudently

  • indietreggia (indietreggiare) – she turns back

  • sta infilando (infilare) – he is stuffing/putting (something) into (something else)

  • l'interruttore (e/i) della luce – the light switch

  • una lavanderia (ia/ie) a secco – a dry cleaners

  • malandata (male + andare) – worn out (past participle as adjective)

  • maneggia (maneggiare) – she handles

  • al manubrio (io/i) – handlebars  

  • marinaio (io/ai) – sailor

  • masticare – to chew

  • il mensile (e/i) – monthly wages

  • il mento (o/i) – the chin

  • morde (mordere) – he bites

  • i motoscafi (o/i) – the motor boats

  • un muretto (o/i) – a wall

  • “niente a che fare con” – “nothing to do with”

  • fa (fare) l'occhiolino – she winks

  • gli ombrelloni (e/i) – the beach umbrellas

  • padelle (a/e) – pans

  • “Io però sono padrona di non crederle!” (credere) – “It’s up to me whether to believe you.”

  • il pagamento (o/i) – the fee

  • pasquale – Easter

  • pasticci (io/i) – a mess

  • “Pensa (pensare) tu al signore”. – “Take care of the gentleman.”

  • pentole (a/e) – pots

  • perciò – that’s why

  • il pianterreno – the ground floor

  • picchia (picchiare) – he punches

  • porge (porgere) – she hands (something to someone)

  • si porrà (porre) rimedio – it will be addressed

  • la portiera (a/e) – the car door

  • portineria (a/e) – reception desk

  • il prato (o/i) – the lawn

  • si precipita (precipitarsi) – he storms

  • un primo (o/i) piano (o/i) – a close-up

  • provocante (e/i) – flirtatious

  • rimbecca (rimbeccare) – she retorts

  • una saetta (a/e) – a thunderbolt

  • la saracinesca (ca/che) – the security gate

  • sbadiglia (sbadigliare) – she yawns

  • sbattendo (sbattere) – slamming (a door)

  • sbraita (sbraitare) – he snarls

  • uno scialle (e/i) – a shawl

  • scuola (a/e) serale (e/i) – night school

  • in sella a – riding (for bicycle, horse, etc.; something with a seat or saddle)

  • sforzandosi (sforzarsi) – making an effort, forcing himself

  • spavalderia – cockiness

  • si sta spazzolando (spazzolarsi) – she is brushing

  • la spilla (a/e) – the brooch

  • le sponde (a/e) – the banks (of a body of water)

  • la sporcizia – the grime

  • sprecare – to waste

  • sprezzante (e/i) – dismissive

  • sprimacciandosi (sprimacciarsi) – tossing

  • stipati (stipare) – jammed in, crushed (past participle as adjective)

  • strafottente (e/i) – arrogant

  • stufo (o/a/i/e) – fed up

  • ho tagliato (tagliare) la corda – I ran away (literally: cut the rope)

  • tesa (tendere) – strung (past participle)

  • lo tieni (tenere) d’occhio – you keep an eye on him

  • trattiene (trattenere) – it holds

  • “Vai a coricarti” (coricarsi) – “go to bed” (you)

  • vivace (e/i) – jaunty

  • ci vorranno (volere) – it will take (an amount of time)