Rocco e i suoi fratelli (Rocco and his Brothers), Parte II

Regia di Luchino Visconti (1960)

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VINCENZO Puntata 2

Una bella giovane donna corre al piano sotto, inseguita dagli insulti di un uomo: "Puttana! Disgraziata!"

Lei gira la testa e gli urla: "Finiscila! Me ne vado!" È Nadia (Annie Girardot). In realtà lei è una prostituta. Il suo vestito fluttua dietro di lei mentre corre, alzando lo sguardo di tanto in tanto per assicurarsi di non essere seguita. Ora vediamo che non è affatto un vestito; è una vestaglia leggera e, al di sotto, la sua lingerie non va oltre la parte superiore delle sue cosce.

Si ferma, si guarda intorno e alla fine esce dalla porta che trova in fondo alle scale. Lì si imbatte direttamente in Vincenzo, che sta arrivando. Lo spinge indietro insieme a lei.

"Che succede?" chiede lui.

"Shhh!" – risponde lei, correndo verso di lui e mettendogli la mano sulla bocca. "È mio padre. Non andiamo molto d’accordo".

"Tu chi sei? Vivi qui?"

"Mi piacerebbe, ma sono loro che non vogliono. Non hai visto come mi trattano?"

"Perché?"

"La solita storia, sai: la faccenda dell’onore delle ragazze. Quanto ci tengono a quell’onore! Cosa dovrebbe fare una povera ragazza? Svanire?"

"No", concorda lui.

"Immagina" – ride lei – "se tutte le ragazze come me dovessero sparire".

L’ingenuo Vincenzo non capisce, "Ci sarebbero solo uomini. A fare cosa?"

Ascoltano mentre suo padre continua a urlare in lontananza dall'interno dell'edificio, quindi Vincenzo dice: "Ascolta, perché non vieni dentro? Forse mia madre ti darà qualcosa per coprirti".

"Sei gentile", dice lei, e gli dà un rapido bacio sulla bocca.

Lui cerca di darle un altro bacio, ma lei lo ferma, sussurrando: "Andiamo".

Entrano nell'edificio, Nadia si strofina le mani lungo le braccia per scaldarsi.

Arrivano alla porta dell'appartamento dei Parondi. "Entra, accomodati", la invita.

Rosaria urla dall'interno: "Sei tu, Vincenzo?"

"Sì, mamma".

"Stavano urlando contro di te?" chiede.

"No, non era per me. Era per questa povera ragazza qui che è nei guai. Hai un cappotto o qualche cosa da darle per coprirsi?"

"Una signora?" Appoggia il ferro da stiro, guarda il piccolo Luca, poi scambia occhiate con Simone, che sta seduto scalzo, a pulire le lenticchie. Nonostante il freddo, i ragazzi sono tutti scalzi, come potrebbero essere a casa nel Sud. Rosaria si avvicina. "Dove sta?"

"Qua".

Nadia è in piedi con le braccia incrociate, tenendo la sua vestaglia chiusa. "Chiedo scusa per il disturbo".

"Chiudi la porta che si gela!", dice Rosaria. Vincenzo chiude la porta e Rosaria si rivolge a Nadia. "Venite. Non so cosa potrei darle. Forse il vecchio cappotto di tuo padre".

"Bene, ma sbrigati, sta tremando", la esorta Vincenzo.

Nadia sta in piedi tra Luca e Ciro, che siede con una ciotola tra le gambe, pulendo le lenticchie per sua madre.

"Buona sera", dice educatamente.

"Buona sera", risponde Rocco.

"Buona sera", dice Simone, folgorato da questo angelo che è atterrato nella sua casa per una specie di miracolo.

"Tutti fratelli?" chiede lei.

Rocco sorride dolcemente e Simone risponde, con un grande sorriso: "Sì, tutti fratelli".

Nadia trema ancora, strofinando ancora le mani su e giù sulle braccia. Si avvicina alla finestra, sbircia fuori e torna indietro. "Fa freddo qui, eh?”

Le chiedono da dove venga e lei risponde che viene da Cremona. Quindi lei viene dal Nord. Ma è fuori posto e un po' spaesata, come loro.

“E voi siete meridionali?" Non rispondono, perciò lei capisce che è così. "Cosa venite a fare tutti a Milano?"

Rocco, seduto con il suo piatto di lenticchie su cui sta lavorando, dice: "Oggi abbiamo spalato la neve".

Lei ride. "Non c’è male come idea".

La macchina da presa si sofferma su Simone, che pure sta pulendo le lenticchie, seduto sul letto. Vecchi calzini pendono dal davanzale della finestra dietro di lui. Indicando Vincenzo, spiega, "Ci ha portato lui. Il lavoro è difficile da trovare. Ecco perché oggi abbiamo spalato la neve. Siediti".

"Grazie", dice lei, aggiungendo in modo provocatorio, "Ragazzi grandi e grossi come voi trovano quello che vogliono, basta saper fare".

Cammina attraverso la stanza, verso il ritratto di famiglia. Lo usa per capire chi è chi nella stanza. Poi indica il ritaglio di un giornale con la foto di un pugile appeso al muro, accanto al ritratto. Lei chiede chi sia. È Vincenzo.

"Lo fa, ma non ha passione", spiega Simone.

"Perché no? È  proprio un peccato. Conosco un campione io".

La macchina da presa taglia sull'altra stanza, dove Rosaria sta ordinando i cappotti. Sente per caso Nadia che si vanta di un pugile che lei sa che ha un sacco di soldi e una macchina grande e stravagante. Secondo lei, è meglio che spalare la neve.

"Lo vedi?!" dice Simone a Vincenzo. Poi spiega che Vincenzo ha scoraggiato i suoi fratelli dall’intraprendere il pugilato.

Rosaria irrompe nella stanza, "Allora, cosa aspettate? Andateci da soli. Se siete così convinti, fatelo! Non avete bisogno del permesso di Vincenzo”.

"Sciocchezze" – dice Vincenzo – "La mia grande carriera è già cominciata e già finita. 2000 lire ogni morte di Papa".

In queste scene domestiche, Visconti inserisce una lampadina nuda, come se fosse un osservatore muto.

"Questo perché tu non sei un vero campione", risponde Nadia.

Vincenzo le dice che non è così facile diventare un campione.

Rosaria aggiunge: "Forse ce la farebbero Simone e Rocco. Sono più giovani e più forti di te".

"A farmi rompere la faccia basto io solo in famiglia!" scherza Vincenzo.

"Ah, non è ancora nato quello che riuscirà a rompere la faccia a Simone mio bello". Si sporge e gli dà un bacio.

Rosaria dice a Nadia: "Oh, ho quasi dimenticato. Mettetevi questo. Non ho trovato nulla di meglio".

La macchina da presa si sposta su Nadia. Questa conversazione sul robusto Simone e sul suo potenziale come pugile campione ha attirato la sua attenzione. Ora si china e si accarezza la gamba in modo seducente, i braccialetti sul braccio scintillano.

Questo non sfugge all’attenzione di Rosaria; lei e i ragazzi guardano Nadia e le sue gambe, ognuno con i propri pensieri. "Grazie tante, signora", sorride Nadia. "Domattina glielo riporto, può fidarsi".

Bussano alla porta.

"Oh, meno male" – dice Vincenzo – "C’è il brigadiere che abita qui nel palazzo. È un amico".

Si salutano. Nadia improvvisamente sembra allarmata.

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Vincenzo chiede al suo amico: "Potrebbe accompagnare quella poveretta? Ha litigato con suo padre".

Rosaria dice a Nadia che può cambiarsi nel bagno, e la ragazza si affretta, guardando verso la porta, temendo che il brigadiere possa vederla. La famiglia inizia a rendersi conto che qualcosa non va. Rosaria dice a Vincenzo in modo sarcastico: "Proprio bene, ah! Vieni qua e chiudi la porta!"

Simone guarda, preoccupato. Ciro osserva calmo.

Rosaria va alla porta, dove stanno parlando Vincenzo e il brigadiere. "Che ti è saltato in testa? Dovevi portarla proprio qui? Non sappiamo nemmeno chi sia! Potrebbe essere una puttana".

Rocco arriva da dietro l'angolo, entra nella stanza portando il suo piatto di lenticchie: "Ma è bella, mamma".

"Bella?! Ha la pelle d'oca! Imparate a guardare le donne, poveri figli miei! Cosa avete al posto degli occhi?"

"Aveva la pelle d'oca perché si stava congelando", protesta Vincenzo.

"No, ha pelle anemica! La pelle di quelle del Nord!" urla Rosaria in risposta, si fa il segno della croce. Sta per perdere i suoi ragazzi? E per delle ragazze del nord? Prima Ginetta, ora questa.

C'è un improvviso fracasso dal bagno dove Nadia si stava cambiando. Tutti alzano gli occhi, allarmati.

Rocco corre verso il bagno, apre la porta e sbircia dentro. Tornando indietro dice: "Non c’è più”.

Rosaria urla "Scappata?! E il mio cappotto?! Quella ladra!"

Rocco torna in bagno. Si abbassa sotto le scarpe che stanno appese ad asciugare e osserva dalla finestra aperta. Divertito, dice: "È uscita dalla finestra!"

Rosaria proclama: "Avete visto? Ve l'avevo detto!"

Rocco emerge dal bagno con qualcosa tra le mani: "Il suo vestito ..."

Vincenzo va dal brigadiere che sta aspettando alla porta.

"Sentite, scusate se l’ho disturbata così per niente". Vincenzo si scusa con il suo amico.

"Non è niente", il brigadiere si affaccia e dà un saluto alla famiglia. "Buona sera", rispondono in coro.

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Rosaria picchietta Vincenzo sulla pancia con il suo grosso cucchiaio di legno. "Ti sei accorto che Ginetta non è la sola donna che esiste nel mondo?" Poi si volta verso gli altri. "È ora di mangiare, ragazzi. La zuppa è pronta e gustosa".

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Ma, affamati come potrebbero essere, i ragazzi non stanno pensando alla zuppa. Invadendo il loro cupo, piccolo spazio sotterraneo qui nel Nord, Nadia ha lasciato un segno su di loro.

Simone si risiede sul letto, pulendo il suo piatto di lenticchie. Luca si siede in silenzio sulla sedia, osservando. Rocco chiude la porta del bagno e poi si siede, assorto nei suoi pensieri. Alla fine, canta dolcemente una canzone popolare nel dialetto della sua regione, mentre si dondola sulla sua sedia:

Maria Donata,
Che bel fiore questo
Ti voglio dare un bacio
Sulla punta della tua bocca  
Amore, amore

All’apertura della scena successiva, due pugili stanno lottando su un ring, mentre un terzo li allena. Si fermano per un momento e uno di loro – è Vincenzo – si sporge dalle corde, ansimando. Qualcosa cattura il suo sguardo e dice all'allenatore: "Permettimi un momento".

Esce dal ring e attraversa la palestra, tra uomini che si esercitano vigorosamente.

In piedi sulla soglia ci sono Rocco, Ciro e Simone, con una sigaretta che gli pende dalla bocca.

Vincenzo va da loro "Che cosa fate qui?"

"Stiamo solo guardando", risponde Simone.

Vincenzo chiama il suo allenatore: "Scusa. Sono fratelli miei".

L'allenatore si sporge dal ring, aggrappandosi alla corda e dice "Colli, falli cambiare! Parondi, vieni qui!"

Colli, un uomo muscoloso con un po’ di calvizie e il nome della palestra scritto sul retro della camicia, si avvicina a Vincenzo e dice con voce profonda: "Dai! Ascolta il maestro! Muoviti!" Non è affatto più gentile con i nuovi ospiti, mentre urla scontrosamente: "Muovetevi! Cosa state aspettando? La carrozza?"

I fratelli si dirigono verso lo spogliatoio. Intorno a loro uomini saltano, si piegano e danno pugni alle cose, nella speranza di fare fortuna.

"Aspetta un attimo, scemo!" urla Colli.

"Parla con me?" chiede Simone.

"Sì, esattamente – tu con la sigaretta in bocca". Gliela strappa via. "Vai a cambiarti. Sbrigati!"

I nostri fratelli sono entrati in un nuovo mondo, che non sembra essere accogliente.

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Colli si gira verso l'allenatore e urla dall'altra parte della stanza: "Questi terroni! Vogliono boxare e fumano!" Per dare maggiore enfasi, schiaccia con il piede la sigaretta che ha gettato sul pavimento.

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Nell’angusto spogliatoio, cappotti e sciarpe pendono dai ganci attorno. Altri vestiti sono ammucchiati sulle panchine. Simone dice ai suoi fratelli di cambiarsi.

Un pugile arriva dal suo allenamento, si siede e chiede "Di dove siete?"

"Lucania, è lontana", ride Simone.

"Venite qui per la boxe?"

"Perché no?"

"È dura la boxe!"

"Noi ci proviamo".

Rientriamo in palestra. Il posto rumoreggia di voci e dei pugni contro i sacchi da pugilato. Ma gradualmente ci rendiamo conto che il rumore si sta trasformando in una risata. Colli urla "Calmi!" L'attività si ferma, ma le risate aumentano. Gli uomini indicano l'oggetto della loro derisione: i fratelli sono usciti dallo spogliatoio. Mentre gli altri ragazzi indossano tute, canottiere e scarpe da ginnastica, i fratelli sono in biancheria intima lacera, con i calzini ai piedi. Per i milanesi sono paesanotti.

Un rapido taglio ci porta alla periferia della città. In un bellissimo campo lungo, in distanza vediamo un ragazzo che corre verso un cantiere. Urla "Vince’!" È Luca.

Arriva al cantiere, dove gli uomini stanno scavando e spingendo carriole. Luca urla verso l'edificio, chiamando suo fratello. Un uomo si avvicina per aiutarlo. Dopo un breve scambio, vanno insieme verso l'edificio per cercare Vincenzo.

Luca urla: "Vince’! Dove sei?"

"Sono qui su", risponde suo fratello, un puntino nel vasto reticolo di impalcature.

"Sono venuti per sfrattarci!" urla Luca.

"Finalmente!"

Simone è proprio dietro Luca, beve un sorso di acqua da un tubo. Mentre i suoi fratelli parlano, si dà una buona innaffiata, incurante di ogni parte che potrebbe giocare nel risolvere i problemi della sua famiglia.

"Mamma non sa cosa fare. Vieni?"

"Non posso. Vai a cercare Rocco. Di’ a mamma che il Comune ci darà una casa adesso. Dille di non preoccuparsi. Vai!"

Luca si gira e – circondato da terra e detriti in un'inquadratura dall'alto che ci mostra quanto siano davvero insignificanti i nostri personaggi – si dirige verso casa.

Tornato in palestra, Simone si sta esercitando con un allenatore. Colpito da un pugno, fa un sussulto di dolore, mettendosi la mano sulla testa. Poi prova ad andare via. “Ma dove stai andando?” gli chiede l’allenatore, trattenendolo.

La macchina da presa attraversa la palestra fino a inquadrare Rocco, che pure si sta allenando, tirando pugni davanti a uno specchio.

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La macchina da presa mette a fuoco un uomo e due donne che entrano nella stanza e nel riflesso dello specchio.

“Ciao Duilio, come va?" chiede l'allenatore all'uomo, che assomiglia un po' a un gangster, indossa un trench e una fedora e fuma una sigaretta. L’uomo si avvicina al ring e chiede chi sia il pugile – Simone.

L'allenatore risponde: "Tre mesi. È lento, ma solido". Dice a Simone di andare a fare la doccia. Simone si toglie i guanti e esce dal ring ansimando.

Duilio chiama Simone e lo colpisce giocosamente. Simone fa un sorrisetto esitante, ma poi Duilio tira su il labbro di Simone per vedere i suoi denti, come se stesse ispezionando un cavallo, "I denti sono buoni ma troppa nicotina". Lo schiaffeggia leggermente. "Se vuoi fare la boxe: sigarette niente!”

Si gira verso l'allenatore e dice: "Senza offesa, ma se rimane qui, tra un anno sarà ancora allo stesso punto". Fa un grande sorriso a Simone, che gli restituisce stupidamente il sorriso; il sorriso fasullo di Duilio scompare.

Poi si rivolge all'allenatore. "Vieni un momento".

Camminano verso l'ufficio insieme. L'allenatore si lamenta: "Non iniziare a prendere le mie migliori reclute ora".

Simone si avvicina a Rocco, che gli dice "Vedrai che ti porta in un’altra palestra, dove ci sono i campioni!"

"Speriamo che l'allenatore dica di sì. Anche se dice di no chissenefrega! Io me ne vado lo stesso!" Colpisce il pesante sacco da pugilato per dare enfasi alla sua affermazione e corre negli spogliatoi.

Rimanendo vicino al sacco da pugilato, Rocco prima gli dà una pacca, poi quasi lo accarezza. Simone si spoglia e gli dice: "Pensano che io abbia la stoffa. Vincenzo non l’hanno mai voluto".

"È vero". Rocco ora sta abbracciando il sacco, che ondeggia delicatamente mentre lui vi si appoggia.

"E tu, che farai?"

"Credo di non avere la stoffa".

Simone ride e scappa a fare una doccia.

Bagnato dal vapore, Simone si pulisce energicamente sotto la doccia calda. Poi entra Rocco.

Duilio arriva dopo, entra restando completamente in ombra. Quando emerge alla luce, fissa i fratelli. Simone lo guarda, mentre Rocco continua a lavarsi. Alla fine Simone gli dà un colpetto sul braccio per fargli sapere che Duilio è lì.

Duilio inizia a interrogare Simone: "Anni?"

“21”.

"Servizio militare?"

"Escluso a causa di un incidente".

"Non c’è problema. Hai voglia di lavorare sul serio?"

"Lavorare io?" chiede dubbiosamente, non capendo.

"In palestra ... allenamento. Stiamo mettendo insieme una squadra di giovani. Tu non sei così giovane e sei in ritardo, ma ti farò provare lo stesso".

Con un taglio veloce, siamo a un incontro di boxe e c'è Simone, vestito in pantaloncini e canottiera. Attraversa le corde sul ring, stringe la mano dell'arbitro e saluta il pubblico. Va al suo angolo e Vincenzo è dietro di lui, massaggiandogli le spalle.

Ginetta siede sorridente nella folla, tra i suoi fratelli, uno dei quali urla: "Cacciatelo via!"

L'annunciatore lo presenta: "Parondi, per la Lombardia. Società Aurora di Milano..." Gli spettatori gridano, fischiano e lanciano cose sul ring.

Simone li guarda, non molto felice.

Ginetta si alza. "Me ne vado!" Ma i suoi fratelli la tirano indietro. Uno di loro urla "Parondi, traditore!"

Tornato sul ring, Simone si lamenta: "Mi stanno prendendo in giro!"

Vincenzo gli dice: "Sono i fratelli di Ginetta".

L'annunciatore continua: "...contro Vitolo, Lucania, società Virtus di Potenza".

Oh, quindi Simone sta combattendo contro qualcuno della sua città natale!

I fischi continuano: "Vitolo, dagli una lezione!" "I Parondi sono tutti traditori!"

L'arbitro ammonisce: "Calma! Calma!"

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L'arbitro avvicina i pugili, dice loro alcune parole e fa un passo indietro.

I pugili si ritirano ai loro angoli e iniziano a combattere quando suona la campana.

Duilio entra dal fondo dell'arena sportiva e avanza tra la folla, osservando il combattimento, mentre il pubblico canta "Vi-to-lo! Vi-to-lo!" Sembra preoccupato.

Vitolo va giù, ma si alza di nuovo mentre l'arbitro conta e la folla urla.

Poi Simone sferra un buon pugno e Vitolo cade a terra. Mentre l'arbitro conta, il pubblico inizia a tifare per Simone e a fischiare Vitolo. Finalmente Vitolo si rialza, ma dopo altri due pugni allo stomaco e alla testa è steso sulla schiena. L'arbitro conta sul corpo disteso di Vitolo e la folla si dà alla pazza gioia. Duilio sembra soddisfatto.

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Vitolo viene portato fuori dal ring. Luca e Rocco corrono dentro e abbracciano Simone mentre lui alza il pugno in segno di vittoria.

Da una porta aperta, Duilio chiede: “Permesso. Posso entrare?" Entra, dicendo: "Buona sera a tutti!" E a Simone: "Bravo! Bravissimo! Bell’incontro!"

Simone risponde: "Ma è andato giù prima che la campanella suonasse".

"Che modesto! ‘Prima che suonasse la campanella!’ Sei un campione".

L'allenatore si alza. "Questo qui me lo tiro su io. So come devo fare". Mette una benda su un’abrasione vicino all'occhio di Simone.

Duilio dice a Simone: "Allora andiamo a cena fuori per festeggiare. Ti aspetto fuori in macchina, va bene?” Simone sorride. "Va bene".

"Ciao!"

Luca arriva di corsa mentre Duilio esce. "Simo’, c'è una rissa fuori!"

"Dove?"

"Vieni! Corri!!"

Ciro, Rocco e Vincenzo sono in piedi uno accanto all'altro fuori dalla palestra. Si sentono ritornelli ripetuti a voce alta: "Traditore! Venduto!" La folla sembra essere contro di loro. Uomini iniziano a tirare pugni e dopo poco c'è una rissa vera e propria.

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Duilio esce dall'edificio, lancia un'occhiata alla rissa e va avanti a camminare senza interesse. Non lo preoccupa per niente.

Tra la folla, Ginetta sta colpendo le persone con la borsetta, dicendo "Vigliacchi!" Anche Vincenzo picchia le persone, e viene picchiato a sua volta. Alfredo, il fratello di Ginetta, la allontana dalla calca dicendole “Cammina!” mentre lei chiama Vincenzo. "Lasciami!" dice ad Alfredo, lottando per liberarsi.

Ma Vincenzo li raggiunge. "Alfredo, aspetta! Abbiamo un conto da saldare".

"Ho già sistemato tutto!"

"Ma adesso devi smetterla! Basta!"

Ginetta dice a Vincenzo: "Ci penso io". E dice a suo fratello: "Smettila!"

Alfredo le risponde: "Zitta! Vai a casa". La spinge e alla fine lei si arrende e se ne va.

Il trambusto si è attenuato. Rocco prende in braccio Luca e se ne vanno. Simone esce dall'edificio, sorridendo, ignaro di quello che è successo lì, anche se ci sono ancora alcune grida isolate di "Traditore".

Si guarda intorno e chi altri dovrebbe aspettarlo se non Nadia, la prostituta che si è nascosta nella loro casa quella notte molti mesi fa. Quella che lo ha incoraggiato a cimentarsi nella boxe. Sentiamo un po' di jazz ritmato mentre la macchina da presa ci mostra l'espressione di Simone, sbalordito ma felice.

Cammina lentamente giù per le scale verso di lei.

Sorridendo a trentadue denti gli chiede: "Mi riconosci?"

"Sì, come no".

"Eh? Allora?" chiede lei, e gli offre il braccio.

Si allontanano, superando la piccola auto sportiva in cui Duilio, il suo benefattore, lo aspetta con due donne.

Simone e Nadia stanno camminando in mezzo alla strada. Duilio fa lampeggiare i fari, ma loro proseguono, incuranti.

FINE PARTE II

ENGLISH TRANSLATION


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GLOSSARIO

  • a sua volta – in turn

  • si abbassa (abbassarsi) – he crouches

  • si affaccia (affacciarsi) – he leans

  • aggrappandosi (aggrapparsi) – holding, grasping

  • allena (allenare) – he coaches

  • ammonisce (ammonire) – he admonishes

  • ammucchiati (ammucchiare) – piled (past participle as adjective)

  • angusto (o/a/i/e) – cramped

  • l'annunciatore (e/i) – the announcer

  • ansimando (ansimare) – panting

  • l'arbitro (o/i) – the referee

  • assorto (assorbire) – absorbed (past participle as adjective)

  • si è attenuato (attenuarsi) – it has died down

  • atterrato (atterrare) – landed (past participle)

  • avvicina (avvicinare) – he brings together

  • una benda (a/e) – a bandage

  • biancheria intima – underwear

  • la borsetta (a/e) – the purse

  • i braccialetti (o/i) – the bracelets

  • il brigadiere (e/i) – the police sergeant

  • Cacciatelo (cacciare) via! – Kick him out!

  • la calca – the mob

  • calvizie – baldness

  • un campo (o/i) lungo (o/ghi) – a long shot (cinematic term)

  • canottiere (a/e) – tank top

  • un cantiere (e/i) – a construction site

  • carriole (a/e) – wheelbarrows

  • la carrozza (a/e) – the stagecoach

  • chissenefrega? – who cares?

  • cimentarsi – to test himself

  • una ciotola (a/e) – a bowl

  • la città (no change) natale – the hometown

  • un colpetto (o/i) – a tap

  • un conto (o/i) da saldare – a score to settle

  • le cosce (ia/e) – the thighs

  • cupo (o/a/i/e) – grim, gloomy

  • si dà (dare) alla pazza gioia – it goes wild

  • il davanzale (e/i) – the window sill

  • detriti (o/i) – debris

  • disteso (distendere) – sprawled (past participle as adjective)

  • domattina – tomorrow morning

  • si dondola (dondolarsi) – he rocks

  • i fari (o/i) – the headlights

  • fasullo (o/a/i/e) – false

  • il ferro (o/i) da stiro – the iron (for clothes)

  • fidarsi – to trust, be sure

  • i fischi (chio/chi) – the catcalls

  • fischiano (fischiare) – they whistle

  • fluttua (fluttuare) – it floats

  • folgorato (folgorare) – transfixed, dazzled (past participle)

  • un fracasso – a crash

  • i ganci (cio/ci) – the hooks

  • si gela (gelare) – it’s freezing

  • ha gettato (gettare) – he tosses, throws

  • giocosamente – playfully

  • ignaro (o/a/i/e) – oblivious  

  • si imbatte (imbattersi) – she bumps into

  • impalcature (a/e) – scaffolding

  • un incontro (o/i) di boxe – a boxing match

  • incurante (e/i) – oblivious

  • innaffiata (innaffiare) – a dousing, a soaking

  • un'inquadratura dall'alto – a high angle shot (the camera looks down on the subject from above)

  • intraprendere – to undertake

  • irrompe (irrompere) – she bursts into

  • lacera (o/a/i/e) – tattered

  • lampeggia (lampeggiare) – he flashes

  • lanciano (lanciare) – they throw

  • le lenticchie (ia/ie) – the lentils

  • mette (mettere) a fuoco – (the movie camera) zooms

  • non c’è più – she’s gone

  • occhiate (a/e) – glances (noun)

  • ogni morte di Papa – each time a pope dies (once in a blue moon)

  • ondeggia (ondeggiare) – it sways

  • sta ordinando (ordinare) – she is sorting through

  • una pacca (cca/cche) – a pat

  • paesanotti (o/i) – country bumpkins

  • le panchine (a/e) – the benches

  • pantaloncini – shorts

  • un peccato – a shame

  • la pelle d'oca – the goosebumps

  • pendono (pendere) – they hang

  • Ci penso (pensare) io.  – I’ll take care of it.

  • la periferia (a/e) – the outskirts

  • picchia (picchiare) – he slugs

  • picchietta (picchiettare) – she taps

  • proseguono (proseguire) – they walk on

  • il pubblico – the public

  • un pugile (e/i) – a boxer

  • raggiunge (raggiungere) – he catches up to

  • le reclute (a/e) – the recruits

  • rendersi conto – to realize

  • il reticolo (o/i) – lattice

  • rientriamo (rientrare) –we’re back (at a place)

  • una rissa (a/e) – a fight, brawl

  • il ritaglio (io/i) – a newspaper clipping

  • ritornelli (o/i) – chants (noun)

  • si rivolge (rivolgersi) – she turns

  • rumoreggia (rumoreggiare) – it hums (with sound)

  • i sacchi (cco/cchi) da pugilato – the punching bags

  • "Che ti è saltato in testa?” – “What came over you?”

  • sbalordito (sbalordire) – stunned (past participle as adjective)

  • scalzo (o/a/i/e) – barefoot

  • stanno scavando (scavare) – they are digging

  • scemo (o/i) – dummy

  • schiaccia (schiacciare) – he squashes

  • scintillano (scintillare) – they sparkle

  • scontrosamente – gruffly

  • ha scoraggiato (scoraggiare) – he discouraged

  • un segno (o/i) – an impression (note this word has additional meanings)

  • sente (sentire) per caso – she overhears

  • sferra (sferrare) – he throws, launches

  • smetterla (smettere) – to stop it

  • si sofferma (soffermarsi) – it lingers, rests

  • la soglia (ia/ie) – the doorway

  • sorridendo (sorridere) a trentadue denti – smiling broadly

  • spaesata (o/a/i/e) – floundering

  • abbiamo spalato (spalare) – we shoveled

  • si spoglia (spogliarsi) – he undresses

  • lo spogliatoio (spogliare) (oio/oi) – the locker room

  • si sporge (sporgersi) – he hangs out

  • abbia (avere) la stoffa – I have what it takes (congiuntivo)

  • strappa (strappare) via – he snatches it away

  • stringe (stringere) la mano – he shakes the hand

  • superando (superare) – going past

  • un taglio (io/i) – a cut

  • tifare – to cheer

  • tiro (tirare) su – I’ll pull along; in this case: groom

  • il trambusto – the ruckus

  • trattenendolo (trattenere) – holding him back

  • tremando (tremare) – shivering

  • un trench (no change) – a trenchcoat

  • un tubo (o/i) – a hose

  • si vanta (vantarsi) – she brags

  • vera e propria – full-scale

  • una vestaglia (a/e) – a light robe

  • vigliacchi (cco/cca/cchi/cche) – cowards