Saturday Night and Sunday Morning, Parte IV

Regia di Karel Reisz (1960)

ENGLISH TRANSLATION

Arthur e Brenda sono sulla strada per vedere la zia di Arthur, Ada, riguardo la gravidanza di Brenda. Ci sono alcune locandine messe sul lato dell'edificio di Ada. Una di loro pubblicizza uno spettacolo e dice: "La vita è un circo". Arthur va avanti; Brenda aspetta fuori.

Quando entra Arthur, la zia Ada è seduta al tavolo, sta leggendo il giornale. La sua famiglia è al cinema, e lei è felice di vederlo. Mentre gli prepara una tazza di tè, Arthur le spiega perché è venuto: un suo amico in fabbrica ha una ragazza nei guai e non sanno cosa fare al riguardo.

"Non poteva stare un po' più attento?" – chiede Ada – "Beh, dovrà solo affrontare le conseguenze".

Mentre Arthur continua a spiegare la situazione del suo compagno, Ada alla fine dice con rimprovero: "Sei tu, non è vero? Sei tu che sei nei guai”. Lui ammette che è così.

"Una volta conoscevo una donna che è stata mandata in prigione per aver fatto una cosa del genere" – dice lei – "sono sicura di non sapere cosa dirti".

"Non ho nessun altro a cui rivolgermi".

"Perché non la sposi se è una brava ragazza?"

"È già sposata".

"Sei in una situazione difficile allora, non è vero?"

Finalmente, Ada accetta di vedere Brenda. Arthur dice che può portarla subito e Ada accetta.

Proprio come i neorealisti italiani, il regista Reisz ha un modo meraviglioso di mostrare i suoi attori impegnati nei compiti quotidiani della vita della classe operaia. Qui, la zia Ada parla con Arthur mentre lava i piatti nel retrocucina, un piccolo spazio ingombro illuminato da una lampadina nuda.









Mentre Arthur e la zia Ada parlano, Brenda aspetta all'angolo, le mani in tasca, sui suoi tacchi bianchi. Fuori dal giornalaio, un poster del Daily Sketch annuncia un concorso per vincere posti per il matrimonio reale. La vetrata colorata di una chiesa incornicia Brenda, come se fosse un angelo in un dipinto di una scena biblica.

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Arthur viene fuori, la prende per un braccio e le parla a voce bassa accanto a un muro di mattoni rattoppato, mentre la vita continua attorno a loro: i ragazzi passano sulle loro biciclette, le ragazze tornano a casa da scuola. Dalla chiesa, ascoltiamo musica corale.

In casa, Arthur presenta le due donne.

Ada avverte: "Non sarà facile".

"Lo so".

Ada si lamenta: "Non è giusto, vero? Penso che gli uomini la passino liscia".

Brenda è d'accordo: "Lo fanno, no?"

Ada manda via Arthur in modo che lei e Brenda possano parlare.

Fuori, Arthur si accende una sigaretta, assorto nei suoi pensieri. Guardando attraverso la finestra, vede Brenda seduta desolata al tavolo della cucina.

È un altro giorno: Brenda cammina attraverso il parco fino alla passeggiata, dove Arthur la attende. I bambini corrono e gridano, alcune figure guardano oltre il parapetto.

"Ciao, bambina", dice Arthur, i capelli scompigliati dal vento.

"Sei stato qui a lungo?"

"Dieci minuti. Stavo solo guardando la vista incantevole", dice cupamente: il mulino, la centrale elettrica, gli edifici industriali indistinti. "Meglio scendere sulla terra allora, non è vero?" risponde lei.

Lui chiede com’è andata a casa di zia Ada. Non è andata affatto bene. Brenda ha dovuto stare in un bagno caldo per ore bevendo gin fino a quando si è sentita così male che pensava che sarebbe morta – e non ha funzionato.

"Non lo so" – dice lui – "Non riesco a pensare ad altro".

Cambiando argomento, Brenda dice: "Qualcuno mi ha detto l'altro giorno che ti hanno visto uscire dal cinema con una ragazza”.

Arthur guarda via: "È una maledetta bugia".

Quindi si allontana. Brenda lo segue fin sotto un arco.

"Pensi che sia sciocca, Arthur? Mi sono accorta che non vieni con me tanto quanto facevi prima".

"Non è vero, Brenda. Sai che mi piaci molto".

"Lo sai qual è il problema con te? Tu non conosci la differenza tra giusto e sbagliato. E non penso che la saprai mai".

"Forse non la saprò. Ma non voglio nemmeno che nessuno me la insegni".

"Imparerai un giorno".

"Vedremo. Ma è ora che importa, no? Dobbiamo ancora chiarire questo casino."

"Guarda, proverò un'ultima cosa" – dice Brenda – "Una ragazza che conosco mi ha detto di un dottore che lo farebbe".

Il problema è che c’è bisogno di soldi per questo. Arthur promette di procurarglieli in un paio di giorni.

"Te la stai cavando, non è vero?" lei dice amaramente.

Lui le dà un'occhiata di disgusto, si gira e va via. Lei si trascina dietro di lui.

La scena successiva si apre su un gruppo di ragazzi che giocano a calcio fuori da un parco giochi. Proprio come un film italiano deve avere almeno una scena con dei panni stesi, un film ambientato in Gran Bretagna deve avere almeno una partita di calcio. Arthur e Doreen arrivano camminando sottobraccio.

Lei gli dice che una sua compagna di lavoro si è appena sposata ed era molto carina. Arthur commenta che lo sposo doveva essere ubriaco quando ha accettato il matrimonio.

Arrabbiata, Doreen se ne va, verso una recinzione a rete metallica. Arthur la segue, infilando le dita nella recinzione e piegandosi verso di lei. Cambiando argomento, ma solo leggermente, lei chiede: "Perché non mi porti mai dove c’è vita e molta gente? Andiamo sempre al cinema o a passeggiare di sera".

"Non è vero".

"Qualcuno penserebbe che ti vergogni di essere visto con me".

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"Beh, non lo sono. Te lo posso dire. Ti porterò al luna park sabato sera, va bene?" lui propone.

"Va bene, se ti va".

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Qui vediamo Arthur e Doreen al luna park che ridono su una giostra con Bert e Betty.

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E qui vediamo Brenda e Jack, anche al luna park.

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E li stanno seguendo da vicino il fratello robusto di Jack e il suo muscoloso compagno, entrambi in uniforme. Tengono per mano Tommy, il figlio di Jack.

Arthur e Doreen sono sugli autoscontro, uno dei soldati di Jack è al tiro a segno e Brenda girovaga da sola.

Brenda alza lo sguardo e vede Arthur e Doreen che camminano e ridono.

Arthur intravede Brenda da dietro un recinto. I loro sguardi si incontrano, quelli di lei infiammati di rabbia. Lui si ferma e la guarda, immobilizzato dalla vergogna e dalla compassione.

Gesticola verso Brenda di incontrarlo fuori in un angolo. Dopo avere verificato che la sua famiglia non sia in vista, lei si allontana. Nel frattempo, i soldati, con berretti coordinati, sono al tiro a segno con Tommy.

"Dov'è Brenda?" chiede Jack.

Iniziano a cercarla, mentre lei si incontra con Arthur dietro le tende.

"Ti diverti?" gli chiede.

"Non male" – risponde – "Sono con alcuni amici del lavoro. Sono stato preoccupato per te tutta la settimana”.

"Beh, puoi smettere di preoccuparti".

"Allora, va tutto bene?"

"No. Sono andata dal dottore, ma non sono rimasta. Ho deciso di averlo e affrontare qualunque cosa arrivi".

"Allora, vuoi avere il bambino adesso?"

Balbettando, Arthur non sa cosa dire.

Brenda dice "Guarda, devo tornare".

"Voglio aiutarti".

"Davvero?"

"Sì, cosa posso fare?"

"Non c'è molto che puoi fare, no?"

Di nuovo, Arthur cerca le parole, ma non le trova.

"Devo andare, amore" – dice – "Jack mi starà cercando".

Lei corre via per salire su una giostra. Incurante, Arthur le corre dietro. Sono individuati dai soldati, che partono via all'inseguimento.

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Jack rimane indietro, tenendo la mano di Tommy. Appoggia l'altra mano sulla spalla di Tommy.

La giostra gira in tondo. I soldati pensano a una strategia. Decidono di dividersi e stare ai lati opposti della giostra, in attesa. Ogni volta che Brenda e Arthur fanno un giro, lei vede suo cognato e il suo compagno che la fissano, aspettando pazientemente. Il rombo delle ruote sui binari e il sottofondo della musica rock and roll sono assordanti. Luci lampeggiano; suona una sirena. Il viso di Brenda mostra preoccupazione e paura.

La giostra rallenta e Arthur se la dà a gambe. Uno dei soldati lo afferra, ma Arthur lo spinge via, salta giù dalla piattaforma e fugge.

Brenda rimane indietro, impotente, mentre la giostra continua a girare. I soldati vanno a cercare Arthur.

Mentre Brenda scende dalla giostra, Jack la prende, urlando: "Vieni qui! Che diavolo hai fatto?!" Mentre la folla li guarda, la trascina giù dalle scale e la schiaffeggia. Tommy, tenendo un cavallo giocattolo, osserva insieme alla folla. Brenda grida.

Jack prende Tommy per mano e se ne vanno. Brenda è sola di fronte alla giostra, immobile, la folla la fissa.

Mentre la scena successiva si apre, Arthur esce dal pub, guardandosi intorno per essere sicuro che nessuno lo abbia seguito. Comincia a camminare per la strada, assorto nei suoi pensieri, con gli occhi bassi. Gira l'angolo.

Ma i soldati lo stanno aspettando dietro un edificio. Il fratello di Jack tira il primo pugno, mentre il suo compagno guarda.

Hanno scelto un buon posto: casse vuote e bidoni della spazzatura sono sparpagliati su un terreno vuoto. Non c’è nessuno. I soldati spingono Arthur contro un'alta recinzione di legno, che si rompe per l'impatto. A parte il rumore della loro colluttazione, la scena è stranamente silenziosa.

Arthur combatte, poi cerca di scappare. Certo, non può competere con i soldati. Ora sentiamo un altro suono: l'impatto di un pugno sulla mascella di Arthur. A una finestra sullo sfondo della scena appaiono due figure, sbirciano, poi chiudono la tenda, prima di allontanarsi. Arthur è veramente solo in un problema di sua creazione.

Dopo che Arthur è scomparso dalla vista dietro alcune casse, i due continuano a picchiarlo. Vediamo l'ombra di un pugno alzato sulla parete. Sollevando Arthur, lo tengono fermo contro un muro di mattoni, senza rallentare l'assalto. È ancora tutto stranamente silenzioso, tranne che per un gemito di Arthur. Lui non chiede aiuto. È come se sapesse che se lo merita.

Le ombre dei soldati sul muro fanno sembrare Arthur ancora più in inferiorità numerica. Alla fine, esausti e senza fiato, barcollano via al suono della musica di carnevale che inizia proprio ora.

I suoi vestiti sono stropicciati e i suoi capelli sono raggrumati di sangue e sudore. Il sangue dal naso copre la sua faccia gonfia. Con grande sforzo e sussultando con dolore, prova a raddrizzarsi e si alza in piedi.

Si fa strada verso un rubinetto dell'acqua. Appoggiandosi su di esso, prende un fazzoletto dalla tasca della giacca e apre il rubinetto. Sussultando dal dolore, fa del suo meglio per pulirsi. Sembra quasi che stia pregando mentre l'acqua scorre attraverso le sue mani insanguinate.

Si alza per andarsene, la sua ombra diventa un’inquietante compagna. Barcolla e alla fine cade a terra esanime. Lo schermo sfuma a nero.

FINE PARTE IV

ENGLISH TRANSLATION

Here is the link for Parte V. A Vertigo grammar exercise about the film will be posted every Saturday in October at the bottom of Parte V. Check back then – or subscribe to receive a weekly email newsletter with links to all our new posts.   


GLOSSARIO

  • affrontare – to face (something)

  • ammette (ammettere) – he admits

  • l'angolo (o/i) – the corner

  • assordanti (e/i) – deafening

  • assorto (assorbire) – absorbed (past participle as adjective)

  • in attesa – waiting

  • gli autoscontro (no change for singular) – the bumper cars

  • avverte (avvertire) – she warns

  • balbettando (balbettare) – stammering
    barcollano (barcollare) – they stagger

  • berretti (o/i) coordinati (coordinare) – matching berets (past participle as adjective)

  • i binari (io/i) – the tracks

  • casse (a/e) – crates

  • un cavallo (o/i) giocattolo (o/i) – a toy horse

  • “Te la stai cavando”. (cavarsela) – You’re getting off light. (Note this expression has additional meanings.)

  • la centrale (e/i) elettrica (o/a/i/e) – the power station

  • cognato (o/i) – brother-in-law

  • colluttazione (e/i) – scuffle

  • cupamente – grimly

  • se la dà (darsela) a gambe – he makes a run for it

  • esanime (e/i) – lifeless

  • si fa (farsi) strada – he finds his way

  • un fazzoletto (o/i) – a handkerchief

  • un gemito (o/i) – a moan

  • gesticola (gesticolare) – he gestures

  • il giornalaio (aio/ai) – the newsstand

  • una giostra (a/e) – a ride (at a fair)

  • girovaga (girovagare) – she wanders off

  • gonfia (o/a/i/e) – swollen

  • la gravidanza (a/e) – the pregnancy

  • nei guai (io/i) – in trouble

  • impotente (e/i) – helpless

  • incornicia (incorniciare) – it frames

  • incurante (e/i) – heedless

  • indistinti (o/a/i/e) – nondescript

  • sono individuati (individuare) – they are spotted

  • infiammati (infiammare) – aflame (past participle as adjective)

  • infilando (infilare) – threading, putting through

  • ingombro (o/a/i/e) – cluttered

  • l'inseguimento (o/i) – the pursuit

  • intravede (intravedere) – he catches sight of

  • si lamenta (lamentarsi) – she complains

  • lampadina (a/e) – light bulb

  • lampeggiano (lampeggiare) – they flash

  • locandine (a/e) – posters

  • il luna park (no change for plural) – the fair

  • la mascella (a/e) – the jaw

  • il matrimonio (o/i) reale (e/i) – the royal wedding

  • mattoni (e/i) – bricks

  • il mulino (o/i) – the mill

  • muscoloso (o/a/i/e) – brawny, muscular

  • i panni stesi (stendere) – clothes hung out to dry on a line (past participle)

  • un parco (co/chi) giochi – a playground

  • la passeggiata (a/e) – the promenade

  • la passino liscia (passarla liscia) – they get away with murder (congiuntivo)

  • piegandosi (piegarsi) – leaning

  • pregando (pregare) – praying

  • procurare – to get, obtain

  • il pugno (o/i) – the punch

  • quotidiani (o/a/i/e) – daily

  • rabbia – anger

  • raggrumati (raggrumare) – matted (past participle as adjective)

  • rallenta (rallentare) – it slows down

  • rattoppato (rattoppare) – patched up (past participle as adjective)

  • un recinto (o/i) – a fence

  • una recinzione (e/i) a rete metallica – a chain link fence

  • il retrocucina – the scullery

  • rimprovero (o/i) – reproach

  • rivolgermi (rivolgersi) a – to turn to

  • robusto (o/a/i/e) – burly, strong, hardy

  • il rombo (o/i) – the roar, rumble

  • un rubinetto (o/i) dell'acqua – a water tap

  • le ruote (a/e) – the wheels

  • sbirciano (sbirciare) – they peer, peek

  • schiaffeggia (schiaffeggiare) – he slaps

  • sciocca (cco/cca/cchi/cche) – daft

  • scompigliati (scompigliare) – tousled, messy (past participle as adjective)

  • senza fiato – out of breath

  • sfuma (sfumare) – it fades

  • sollevando (sollevare) – raising

  • sottobraccio – arm in arm

  • sparpagliati (sparpagliare) – scattered (past participle as adjective)

  • lo sposo (o/i) – the groom

  • stropicciati (stropicciare) – rumpled (past participle)

  • sussultando (sussultare) – wincing, cringing

  • i tacchi (o/i) – the high heels

  • tanto quanto – as much as

  • tasca (a/che) – pocket

  • le tende (a/e) – the tents

  • tengono (tenere) fermo (o/a/i/e) – they hold firmly

  • tengono (tenere) per mano – they are holding hands

  • un terreno (o/i) – a lot (area of land)

  • il tiro a segno – the shooting gallery

  • in tondo – around and around

  • trascina (trascinare) – he drags

  • si trascina (trascinarsi) – she trails

  • ubriaco (co/ca/chi/che) – drunk

  • se ti va (andare di) – if you like, if you feel like it

  • ti vergogni (vergognarsi) – you are ashamed

  • la vetrata (a/e) colorata (o/a/i/e) – the stained glass window