Marty, Parte VII

Regia di Delbert Mann (1955)

ENGLISH TRANSLATION

Marty e sua madre si fermano a chiacchierare sui gradini della chiesa prima della messa.

"Quella era una bella ragazza ieri sera" – commenta lei, sorridendo – "Non era una ragazza bella, ma sembrava una brava ragazza". Marty guarda in basso e non risponde. Teresa ci riprova indicando il proprio viso con la mano: "Ho detto che non era una ragazza molto bella”.

"Ti ho sentito, mamma," dice Marty, con un'espressione infelice sulla faccia.

"Sembra un po’ vecchia per te, circa 35, 40 anni..."

"Ha 29 anni, mamma", dice lui sorridendo.

"Ha più di 29 anni, Marty. Quello è ciò che ti dice".

Mentre parlano, i parrocchiani li sorpassano entrando in chiesa con le loro famiglie.

Marty torna silenzioso, quindi Teresa prova un approccio diverso: "Non sembra una ragazza italiana". Marty sta in piedi con gli occhi bassi. Teresa dice: "Dico: è una ragazza italiana?"

"Non so. Non credo, mamma”.

"A me non sembra italiana. Da quale famiglia viene? Non so... qualcosa di lei non mi piace. È buffo. La prima volta che la incontri viene da sola nella tua casa vuota. Queste ragazze del college, tutte a un passo dalla strada".

Alla fine ottiene una reazione da lui: "Di cosa stai parlando? È una brava ragazza”. Fa una pausa, cercando di contenere la sua esasperazione. "L'hai incontrata solo per due minuti!"

"Non portarla più a casa". Da un giorno all’altro Teresa ha ribaltato la sua posizione su Marty e le sue prospettive romantiche.

"Ma cosa non ti è piaciuto di lei?"

Alza le spalle. "Non lo so. Non mi sembra italiana. Ci sono molte belle ragazze italiane in giro".

"Non mi sembra italiana". Fa una pausa, poi insiste: "Non mi piace".

"Non litighiamo su questo" – dice Marty – "Per cosa ti stai agitando così tanto? Ho incontrato la ragazza solo ieri sera”. Le campane della chiesa suonano. "Probabilmente non la rivedrò comunque".

Le campane della chiesa continuano a risuonare, e madre e figlio salgono i gradini di pietra per entrare.

Dopo la messa, Marty va al bar. Saluta Ralph, che è seduto in una panca, e ordina una Coca al banco.

Il barista ridacchia e dice: "Marty, ho sentito che sei rimasto bloccato con una cozza ieri sera".

"Oh, chi te l'ha detto?"

“Angie. Ha detto che era una cosa dall'aspetto ossuto".

"Non era così male", dice Marty. Porta la sua Coca dov’è seduto Raph, poi si gira chiedendo: "Angie è già stato qui?"

"Era qui la scorsa notte fino alle due circa".

Ralph sta leggendo i fumetti. "Com’è andata?" chiede a Marty.

"Oh, mi sono divertito. È una brava ragazza. Oh, non ho provato niente", aggiunge, scuotendo la testa. Ralph lo fissa. "L'ho incontrata appena ieri sera. Abbiamo solo parlato".

Ralph sembra perplesso, non capisce bene cosa significhi passare la serata semplicemente parlando con una donna. Finalmente, Marty si alza, chiedendo a Ralph di dire ad Angie che lo vedrà dopo pranzo, e si dirige verso casa.

Con l'accompagnamento di una musica cupa, Marty entra nella sua casa, la giacca appesa sulla spalla. La casa è buia – niente luce del sole che splende attraverso le tende come nelle scene precedenti – e Marty è di cattivo umore. Cammina dritto verso la sua stanza al primo piano, ignorando Teresa che dice che vuole parlargli: "Non voglio parlare adesso, mamma". Dalla cucina, Caterina osserva. Marty ora è uno scapolo, vive a casa con due signore anziane.

Marty entra nella sua camera da letto, chiudendo la porta dietro di sé. Una linea orizzontale d’ombra attraversa il muro, circondandolo, e vediamo anche l'ombra di Marty, un’oscura massa di tristezza. Appende la giacca sopra la ringhiera del letto e si siede sul letto, incrociando le braccia. Aggrotta la fronte, perso nei suoi pensieri, mentre la telecamera stringe su di lui.

Una dissolvenza ci porta in sala da pranzo: è ora di pranzo. Marty è al tavolo in maniche di camicia, a mangiare, mentre Angie è in piedi lì vicino, con addosso un farfallino, le mani nelle tasche dei pantaloni, gli occhi bassi. Anche i loro amici Joe e Jerry sono lì, ancora vestiti con gli abiti della chiesa. La luce inonda la stanza attorno a loro.

Joe sta parlando a Marty di un libro poliziesco che ha appena letto. "Quindi tutto il libro finisce con Mike Hammer* che è nella stanza lì con una pupa. Così le dice: ‘Tu miserabile. Tu sei l'assassina’. Lei comincia a circuirlo; gli dice come lo ama. Allora – Bam! – le spara proprio nello stomaco. Quindi lei è sdraiata lì che respira a fatica, e dice: ‘Come hai potuto farlo?’ e lui dice: ‘È stato facile’”.

"Caspita, quel Mickey Spillane sa scrivere!" commenta Jerry, alzando lo sguardo dalla sua rivista sexy.

"Ho letto tutto ciò che questo tipo abbia mai scritto", dice Joe.

* Mike Hammer è stato il protagonista di una serie di romanzi best seller: un investigatore privato violento e misogino.

Mentre i due uomini continuano a parlare, Angie si avvicina al tavolo e prende qualcosa dal piatto di Marty per assaggiarlo.

"Ma dai!" – protesta Marty – "Abbiamo un’intera pentola in cucina. Potremmo darti un piatto tutto tuo".

Angie scuote la testa. "Non potrei mangiare niente. Mia madre mi ha riempito fino alla gola".

Angie prende un altro assaggio e Marty gli dà uno schiaffo sulla mano, con un'espressione di fastidio.

Joe, l'esperto di relazioni tra i sessi, continua: "Sai, quello che mi piace di Mickey Spillane è che sa come gestire le donne. In un libro, rimorchia questa sventola. Lei è stata investita da un'auto e ci prova con lui. Poi incontra due bellissime gemelle e loro ci provano con lui. Poi incontra una bella signora dell’alta società, e lei ci prova con lui".

Marty non sta veramente prestando attenzione. Prende il pane e ne strappa un grosso pezzo.

"Caspita, quel Mickey Spillane sa davvero scrivere!" dice Joe di nuovo, con ardente ammirazione.

All'improvviso Marty si ricorda della telefonata a Clara. Guarda l'orologio e si alza per fare la sua chiamata.

"Dove stai andando?" chiede Angie.

"Andavo a chiamare quella ragazza di ieri sera. Pensavo di portarla a vedere un film".

"Stai scherzando?!"

Marty si avvicina ad Angie e si china verso di lui, puntando il dito. "Ora ascolta, Angie, voglio dirti: ieri sera sei stato molto scortese. Ti ho presentato a quella ragazza e tu ti sei soltanto voltato e sei andato via. Allora, perché l'hai fatto?"

"Mi ha fatto arrabbiare, ecco perché", si imbroncia Angie, come un bambino.

Quando Marty entra nel soggiorno, Angie urla: "Ehi, Jerry! Mostra a Marty quella foto".

Jerry mostra la rivista, che a Marty non interessa. "Oh, dai, per l'amor del cielo! Mettilo via, ti dispiace?! Mia madre è fuori in veranda!"

"Mi chiedo dove trovino le ragazze che posano per queste foto", riflette Joe.

"Queste sono attricette di Hollywood!" dice Jerry.

"Ma dai, mettilo via, ti spiace? Mia madre verrà dentro!"

Angie va da Marty e dice: "Marty, andiamo giù alla Settantaduesima Strada".

"Non ho voglia di andare, Angie" – dice Marty, sedendosi – "Pensavo di portare questa ragazza a vedere un film".

"Caspita, devi davvero essertela cavata bene ieri sera".

"Abbiamo solo parlato", risponde con un'alzata di spalle.

"Deve essere una chiacchierona". Poi, agli altri ragazzi, Angie dice: "Doveva avere circa cinquant'anni".

"Non pensavo che fosse male", dice Marty, rispondendo a Angie.

"Deve averti tenuto al buio per tutta la notte".

Joe interviene: "Non andare in giro con le cozze. Ti dà una cattiva reputazione".

Angie insiste: "Andiamo giù alla Settantaduesima Strada".

Marty dice, non intendendo fare alcuna ironia: "Ho detto a questa cozza che l'avrei chiamata oggi alle 2:30 circa".

"Fregatene di lei!" lo incoraggia Angie. Si china verso Marty: "Ascolta, vuoi venire con me stasera o vuoi andare con quella cozza?"

"Per cosa te la prendi così tanto?"

"Perché ti ho cercato dappertutto ieri sera, lo sai?"

Irrequieto, Angie va nella sala da pranzo e torna indietro. Si siede sul bracciolo della sedia di Marty. Marty chiede: "Non ti è piaciuta per niente?"

"Niente. Un bel niente".

Una dissolvenza ci porta in veranda, dove Teresa e Caterina siedono a guardare l'oscurità. È la stessa domenica. Marty esce dalla porta principale, vestito con un abito scuro e una cravatta, fuma una sigaretta. Arriva fino alla soglia della veranda, fermandosi nell'ombra in cima ai gradini.

"Allora, cosa farai stasera, Marty?" chiede sua madre, dolcemente.

"Non so, mamma" – risponde in modo monotono, senza guardarla – "Sono completamente distrutto. Potrei semplicemente restare a ciondolare in casa –" Si ferma. Lei sembra preoccupata. "Forse andrò a vedere cosa stanno facendo Angie e i ragazzi". Si stringe la cravatta e scende i gradini. Ancora senza guardarla, dice: "Ci vediamo dopo, mamma”.

Clara siede nel soggiorno di casa sua, guarda l’Ed Sullivan Show* con i suoi genitori. La macchina da presa stringe sul suo silenzioso dolore, le lacrime scorrono sul suo viso mentre il pubblico in televisione ride e applaude.

*Uno spettacolo di varietà. Negli anni '50 e '60 era tradizione negli Stati Uniti che le famiglie si raccogliessero nei loro soggiorni ogni domenica sera per vedere ciò che Ed Sullivan aveva selezionato per loro.

Nello stesso momento Marty è con i suoi amici nella penombra fuori dal loro bar. Stanno discutendo in modo fiacco su cosa fare. Scendere fino alla Settantaduesima Strada? Andare a guardare un film? Giocare una partita a carte? Marty sembra funereo. La macchina da presa zooma su di lui mentre lui improvvisamente chiude gli occhi come se fosse in preda al dolore. Si sta tenendo stretto alla barra che sostiene la tenda da sole del bar, come se fosse una cima di salvataggio.

Gli uomini continuano con questa tiritera finché uno di loro chiede: "Cosa hai voglia di fare, Angie?"

"Non so. Cosa hai voglia di fare?"

"Non so".

"George, cosa fai stasera?"

Marty finalmente apre gli occhi e parla amaramente. "Cosa fai stasera! Non so, cosa fai tu stasera?" Elenca tutte le loro opzioni, i posti in cui vanno ogni sera, e riassume: "Miserabili e soli! Miserabili, soli e stupidi! Sono pazzo o che?! Ho qualcosa di buono qui! Per cosa bighellono con voi ragazzi?" Si gira improvvisamente e si precipita dentro il bar.

Attraversa il locale, oltre il bancone dove i clienti – principalmente uomini – siedono e bevono, fino alla cabina telefonica sul retro. Tutti i suoi amici lo chiamano, ma è Angie a raggiungerlo. Arrabbiato, indignato, Marty si gira verso di lui e grida: "A te non piace! A mia madre non piace! Lei è una cozza e io sono un uomo grasso e brutto. Bene, tutto quello che so è: mi sono divertito ieri sera. Mi divertirò stasera! Se ci divertiremo abbastanza insieme, mi metterò in ginocchio, implorerò quella ragazza di sposarmi!"

"Se facciamo una festa per Capodanno, ho un’accompagnatrice per quella festa! Lei non ti piace?" chiede retoricamente, scuotendo la testa. "Peccato!" Si volta bruscamente, si siede nella cabina del telefono, inserisce la sua moneta e inizia a comporre furiosamente il numero.

Angie è stato silenzioso per tutto questo tempo, ha guardato il pavimento. Ora, ancora senza parlare, si avvicina alla cabina del telefono. Marty smette di digitare per un momento e gira la testa. "Ehi, Ange" – dice – "Quando ti sposerai? Dovresti vergognarti di te stesso. Hai trentatré anni, tutti i tuoi fratelli minori sono sposati. Dovresti vergognarti di te stesso".

C'è una risposta dall'altra parte del telefono. "Pronto?" dice Marty nella cornetta. Gira la testa verso il suo amico ancora una volta. "Scusami, Ange", dice con un sorriso dolce, e chiude la porta della cabina, mentre dice al telefono: "Pronto, Clara?"

FINE PARTE VII

ENGLISH TRANSLATION

This is the final installment of our cineracconto about “Marty.” Normally at the end of our cineracconti, we post a link to an article that provides cultural or historical background about the film or some other information to help our readers understand the film better. In this case, we share with you this interview with Director Delbert Mann from “The Interviews: An Oral History of Television.” Mann talks about the screenplay, the casting of Ernest Borgnine, and the making of this beautiful, simple film.

The blog will be off the last two weeks of June – at the Cinema Ritrovato film festival in Bologna! We’ll be back on the first Saturday in July with Vertigo grammar exercises about “Marty” posted right here at the bottom of Parte VII. Check back then – or subscribe to receive a weekly email newsletter with links to all our new posts.

GLOSSARIO

  • amaramente – bitterly

  • appesa (appendere) – slung, hung (past participle)

  • assaggiarlo (assaggiare) – to taste it

  • attricette (a/e) – starlets

  • bighellono (bighellonare) – I hang out, loaf around

  • buffo (o/a/i/e) – odd, funny

  • essertela cavata (cavarsela) – you made out well

  • si china (chinarsi) – he leans

  • una cima (a/e) di salvataggio – a lifeline

  • circondandolo (circondare) – encircling it, enclosing it

  • circuire – to con

  • com’è andata? (andare) – how’d you make out?

  • comporre – to dial

  • la cornetta (a/e) – the telephone receiver

  • cupa (o/a/i/e) – somber, gloomy

  • distrutto (distruggere) – beat, exhausted (past participle as adjective)

  • ti dispiace (dispiacere) – do you mind?

  • elenca (elencare) – he lists

  • essertela cavata (cavarsela) – you made out well

  • un farfallino (o/i) – a bow tie

  • fiacco (co/ca/chi/che) – listless, half-hearted

  • i fumetti (o/i) – the funnies, comic strip

  • funereo (eo/ea/ei/ee) – somber, grave

  • gemelle (o/a/i/e) – twins

  • in ginocchio (io/i) – down on one’s knees

  • la gola (a/e) – the gullet

  • è stata investita (investire) – she’s been hit [by a car]

  • irrequieto (o/a/i/e) – restless

  • un libro (o/i) poliziesco (sco/sca/schi/sche) – a detective book

  • “in maniche di camicia” – in (his) shirtsleeves

  • la moneta (a/e) – the coin

  • ossuto (o/a/i/e) – scrawny, skinny

  • i parrocchiani (o/a/i/e) – the parishioners

  • la penombra – the half-light, semi-darkness

  • in preda al dolore – gripped by pain

  • te la prendi (prendersela) – you get sore, mad

  • ci prova (provarci) – she makes a pass

  • il pubblico (co/ci)the audience

  • una pupa (a/e) – a babe, fox, doll

  • respira (respirare) a fatica – she gasps for breath

  • riassume (riassumere) – he sums up

  • ha ribaltato (ribaltare) – she reversed [something]

  • ridacchia (ridacchiare) – he chuckles

  • rimorchia (rimorchiare) – he picks up [a girl]

  • risuonare – to ring

  • uno schiaffo (o/i) – a smack

  • scorrono (scorrere) – they stream, flow

  • sdraiata (sdraiare) – she’s stretched out, laying down (past participle as adjective)

  • la soglia (ia/ie) – the edge, doorstep, threshold

  • uno spettacolo (o/i) di varietà – a variety show

  • ti spiace (spiacere) - do you mind?

  • la tenda (a/e) da sole – the awning

  • tiritera – back and forth, repetitive talking