A Girl in Black, Parte VIII

 Regia: Michael Cacoyannis (1956)

ENGLISH TRANSLATION

Gli uomini corrono al molo per mettere in atto il piano di Christos. Sebbene Ari abbia detto che non vuole farne parte, si trascina scalzo con le mani giunte dietro la schiena. Christos istruisce uno dei ragazzi su cosa fare alla sua barca a remi. Quindi se ne va con gli altri per non destare i sospetti di Pavlos.

Pavlos lascia l'hotel, diretto verso la barca. Si ferma e regola il risvolto dei pantaloni, in piedi su una gamba sola, e notiamo che indossa dei sandali.

Al molo, il complice di Christos rimuove pezzi di legno dal fondo della barca e raggiunge il tappo. Rimuoverlo è un compito semplice. Quindi riposiziona con cura il legno, nascondendo ciò che ha fatto.

Quando Pavlos arriva al molo, l'amico di Christos lo aiuta a salire a bordo della barca a remi. Ari è ancora lì, appoggiato a una botte. Si è opposto al piano, ma non fa nulla per fermarlo. Una volta che Pavlos è sulla barca, i due uomini lo lasciano al suo destino.

Preparandosi per il viaggio Pavlos si strofina le mani e poi prende i remi. Guardando dietro sé, parte per il mare.

La macchina da presa taglia per mostrare il complice di Christos che corre per riferire che il piano è in azione.

Sentiamo il rumore sordo dei remi che colpiscono i lati della barca e gli schizzi dell'acqua mentre i remi si muovono attraverso di essa. Sembra un lavoro arduo. Improvvisamente, voci di bambini gridano: "Signor Pavlos! Ci porti a Kaminia con lei!” Guardando oltre la sua spalla, vede un gruppo di bambini sulla riva che lo salutano con la mano. Saltano su e giù per l'eccitazione, il cielo sereno dietro di loro.

"Va bene!" – dice – "Andremo a fare un piccolo giro in mare aperto e poi vi lascerò vicino all’altro lato della baia".

I bambini sono così felici! Arrivano sul molo correndo verso Pavlos, esultano.

In tutto, ce ne sono dieci. Le bambine indossano abiti estivi. La più grande ha i capelli raccolti in trecce. L'abbiamo già vista: ha parlato per salvare Pavlos quando è stato circondato nell'acqua da Christos e dai suoi compari. “State attenti!” dice e salta dentro la barca, tenendo in braccio uno dei bambini più piccoli. Uno a uno, Pavlos solleva gli altri con cura e li mette nella barca.

"Non ci metteremo molto. Solo un breve giro e torniamo”, dice ai bambini. Il mare luccica mentre si allontanano dal molo. Ora che la barca è affollata di piccoli corpi, Pavlos deve tirare più forte sui remi per avanzare.

Con voci sottili e alte, i bambini cominciano a cantare:

C'era una fregata
di nome Gabbiano.
Lega una cima...
Nel primo viaggio,
Tutto è andato bene.

Mentre si allontanano verso il mare, il suono della canzone si allontana con loro.

Questi versi sono tratti da una famosa canzone per bambini, "Fregata" di Dimos Moutsis e Lefteris Papadopoulos. Qualsiasi pubblico greco avrebbe conosciuto il resto del testo, che non si sente nel film. Fa così:

Lega una cima...
Nel secondo viaggio,
le corde sono state tagliate.
Lega una cima...
Nel terzo viaggio,
le vele sono state strappate.
Lega una cima...
Nel quarto viaggio,
Si è inabissata.
Lega una cima...

Christos passa il tempo vicino all'acqua a Kanoni con un po’ dei suoi amici, in attesa del culmine del loro complotto. Dovrebbe essere una risata; niente di troppo serio. Dopotutto, sanno che Pavlos è un nuotatore forte.

La scena è composta finemente: Christos davanti e tre uomini in pose rilassate distribuiti sul retro dell’inquadratura. Forti linee verticali e orizzontali dividono l'immagine in quadranti ed elementi distintivi – gli schienali a stecche delle sedie, i rami dell'albero a forma di arpa – aggiungono interesse visivo. La brezza agita le camicie bianche degli uomini. Oltre a questo, tutto è immobile, tranne che le braccia di Panagos che dondolano.

Gli uomini guardano verso il mare. "Nessun segno di lui", dice uno.

Christos sembra preoccupato. Si rivolge a Panagos: "Non capisco".

"Dove può essere andato?" – chiede Panagos – "Ormai la barca dev’essere piena d'acqua".

"Dai!" dice Christos con urgenza e corre via. Gli uomini seguono.

Vediamo un primo piano del piede di Pavlos con il sandalo, in una schiuma vorticosa di acqua di mare. "Tutti insieme, bambini!" urla. Le bambine siedono e piangono istericamente. La ragazza con le trecce tiene in braccio un bambino terrorizzato. "Non abbiate paura!" dice Pavlos. I ragazzi più grandi stanno cercando disperatamente di svuotare la barca dall’acqua a mani nude.

Ansimante, Pavlos inizia a cantare, per confortare i bambini. Ancora una volta è la canzone della fregata di nome Gabbiano. Lui si interrompe per esortare: "Non piangere, ragazzo mio!" Quindi riprende la canzone, con un tono di voce disperato.

Quando la barca è completamente piena d'acqua, Pavlos urla: "Saltate!" Nell'acqua, sostiene due dei bambini più piccoli. "Aiuto! Aiuto!” urla. Da soli, gli altri annaspano disperatamente, cercando di rimanere a galla.

Una delle bambine scompare sott'acqua.

Mentre la barca a remi affonda, una bambina è ancora aggrappata ad essa. Pavlos urla: “Soula! Salta! Salta!” Con un bambino in un braccio, cerca di nuotare verso la barca usando l'altro. Ma Soula, nel suo bel vestito bianco, un nastro tra i capelli, ha troppa paura per saltare.

La macchina da presa si allontana per mostrarci la vastità del mare, le onde indifferenti.

A massima velocità, Christos e i suoi uomini raggiungono le loro barche, intenzionati a salvare Pavlos.

Una voce chiama: “Correte! I nostri bambini stanno annegando!” Saltano sulle barche e partono.

Una rapida panoramica dalle barche ci mostra la strada deserta accanto al molo, dove una donna barcolla, piangendo: “Aiuto! I bambini...!” Altri seguiranno presto.

Il prete, in abito nero e con un cappello alto, corre verso la torre e suona la campana della chiesa, mentre la donna continua a chiamare aiuto. Vediamo l'orologio nella torre: sono le cinque e mezza. Pavlos è partito con la barca alle quattro, per incontrare Marina alle cinque. La campana suona e risuona.

Donne vestite di nero si precipitano giù dalle scale di pietra tra gli edifici imbiancati. In mezzo a così tanto panico, è una splendida immagine di forti contrasti e angoli netti.

Dall'alto, vediamo che le scale scorrono sinuose tra i tetti di tegole e le alte pareti bianche: gli abitanti del villaggio sembrano piccole figure mentre si precipitano verso il porto.

Nel villaggio, ovunque, la gente corre, convocata dal suono della campana.

Gli abitanti del villaggio guardano dalla riva mentre Christos ed i suoi uomini remano. Piccole increspature nell'acqua segnano le lotte dei bambini della barca affondata.

Pavlos galleggia nell'acqua, ancora vivo. "Aiutate i bambini!" dice. Riesce a malapena a pronunciare le parole. Tuffandosi nell'acqua, gli uomini trovano i bambini che possono e li passano sulle barche a remi.

La ragazza con le trecce viene salvata. Reggendosi al fianco di una barca, grida, singhiozzando, “Soula! Soula! Dov’è mia sorella?”

Sentendola, uno dei nuotatori si tuffa per cercarla sott'acqua.

Pavlos giace sulla barca, mezzo morto. "I bambini..." – mormora – "Salvate i bambini…"

Alla fine, i cercatori perdono le speranze di trovare qualcun altro e le barche tornano verso il porto.

A riva, vediamo i visi turbati delle donne mentre aspettano. Si aggrappano le une alle altre e ai loro figli, tutti gli occhi rivolti al mare.

Le barche si stanno avvicinando, in un mare calmo inondato dalla luce del sole. La macchina da presa fa lentamente una panoramica sulle donne riunite a riva, mostrando la profonda angoscia nei loro visi

Quando le barche sono vicine al porto, la macchina da presa fa nuovamente una panoramica. Notiamo le mani delle donne: tenute in preghiera; distese su un viso ansioso; che afferrano la spalla di un’amica; o che tengono stretta una bambina.

Quando le barche accostano, il molo è affollato di abitanti del villaggio, i loro corpi sono strettamente ammassati. Emettono un lamento collettivo di dolore.

I genitori saltano sulle barche per reclamare i corpi dei loro figli, che vengono passati delicatamente sulla riva da molte mani. L'aria è piena del suono del pianto.

In questa grande folla di umanità, notiamo una donna con un foulard bianco che cerca suo figlio.

Una donna anziana muove le braccia di una bambina, sperando invano di rianimarla.

Due uomini in uniforme aiutano Pavlos a stare in piedi. Riesce a malapena a camminare. Con l'aiuto degli agenti, sale sul molo. Una folla si raduna per fissarlo e, dopo tanto tumulto, cade il silenzio.

In primo piano, vediamo Christos, Panagos e gli altri, i loro sguardi bassi, non dicono nulla. Ari arriva correndo, inorridito, ma non dice nulla neanche lui. I genitori stringono i loro morti – quelli i cui corpi sono stati trovati.

Una madre alza lo sguardo dal suo bambino morto e grida: "Assassino!" Poi un’altra raccoglie il grido. Uno ad uno, vediamo i loro volti contorti dal dolore e dalla rabbia. "Assassino! Assassino!” gridano a Pavlos, che si trova sul molo in totale dolore e disperazione.

I due uomini in uniforme stanno ancora sostenendo Pavlos. Lo portano via. Quando una donna si precipita fuori per attaccarlo, gli uomini della folla la trattengono.

La madre di Soula, in lutto, si aggrappa a Christos, le mani serrate sulla spalla nuda di lui, mentre Ari, con uno sguardo colpevole e accusatorio, osserva. Christos, devastato, gli dice: "Mia nipote era sulla barca... Soula".

Marina, nel frattempo, sta aspettando alla cappella di Kaminia, senza avere idea di cosa sia successo.

Dal basso, vediamo la piccola cappella sulla collina dietro un muro di pietra. Marina appare minuscola e insignificante nell'inquadratura, il cielo infinito sopra di lei. Cammina avanti e indietro, aspettando Pavlos.

Quando la scena finisce, un primo piano la mostra, completamente scoraggiata. Guarda verso il mare, cercando Pavlos.

FINE PARTE VIII

ENGLISH TRANSLATION

Here is the link for Parte IX – the final installment – of this cineracconto will be posted on Saturday, March 30. Check back then – or subscribe to receive a weekly email newsletter with links to all our new posts as well as additional information about the film.

GLOSSARIO

  • accostano (accostare) – they pull up

  • affonda (affondare) – it sinks

  • ammassati (ammassare) – packed in (past participle as adjective)

  • annaspano (annaspare) – they flail

  • ansimante – breathless

  • il cielo (o/i) sereno (o/i) – the clear sky

  • i compari (e/i) – the partners in crime

  • il complice (e/i) – the accomplice

  • il complotto (o/i) – the plot

  • corre (correre) via – he takes off

  • destare – to arouse

  • distese (distendere) - grasping (past participle as adjective)

  • esortare – to urge

  • estivi (o/a/i/e) – summery , of summer

  • esultano (esultare) – they cheer

  • finemente – artfully

  • una fregata (a/e) – a frigate, war ship

  • gabbiano (o/i) – seagull

  • giunte (giungere) – clasped (past participle as adjective)

  • si è inabissata (inabissarsi) – it sank, went down

  • luccica (luccicare) - it shimmers

  • lutto – mourning

  • a malapena – barely

  • netti (o/a/i/e) – sharp

  • preghiera (a/e) – prayer

  • reggendosi (reggersi) – holding onto

  • rianimarla (rianimare) to revive her

  • riferire – to report

  • il risvolto (o/i) – the cuff

  • il rumore (e/i) sordo (o/i) – the clunking

  • scalzo (o/a/i/e) – barefoot

  • serrate (serrare) – clenched (past participle as adjective)

  • sinuose (o/a/i/e) – winding, curvy

  • sostenendo (sostenere) – supporting

  • si strofina (strofinarsi) – he rubs

  • svuotare – to empty

  • si trascina (trascinarsi) – he tags along

  • versi (o/i) – lines (of a song)

  • vorticosa (o/a/i/e) – swirling