Summertime, Parte III

Italian title: Tempo d’estate

Regia di David Lean (1955)

ENGLISH TRANSLATION

La scena successiva si apre mentre un'orchestra suona in Piazza San Marco. C'è la luna piena. Jane e Renato sono seduti insieme a un tavolino. Jane, ipnotizzata dalla musica, da Venezia, dal romanticismo, guarda lontano. Renato guarda Jane.

Jane commenta, "Questo è più di quanto avessi mai immaginato, quando ero ad Akron."

Lui le risponde, "Sei una persona sorprendente."

"Sorprendente?"

"Sì, ogni donna dovrebbe sorprendere un uomo almeno una volta."

"Quante volte ti ho sorpreso?"

"Penso che tu mi sorprenda tutto il tempo."

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Renato brinda, "Alle molte sorprese piacevoli."

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L'orchestra inizia a suonare "Summertime in Venice." Jane sospira di felicità. Una venditrice arriva al loro tavolo con un cesto di fiori.

Renato chiede, "Quale fiore preferisci?"

Jane non è sicura, "Quale pensi che dovrei avere?"

"Scegli! Penso di sapere quale sceglierai."

"Lo sai? Potrei sorprenderti."

"Forse. Scegli!"

Jane sceglie una gardenia bianca e chiede, "Sei sorpreso?"

"Temo di sì. Perché hai scelto quel fiore?"

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"Una volta sono andata a un ballo. Non un ballo normale, ma un ballo vero... Per qualche ragione ho deciso di indossare una gardenia. Non so perché... non sapevo nemmeno cosa fossero."

Si scopre che Jane non ha avuto una gardenia per quel ballo, ma Renato le fa notare, "Ora hai la tua gardenia. Sì, tutto succede prima o poi."

"Sì, è quello che dicono. Tutto accade a colui che aspetta." Sembra che Jane stia aspettando qualcosa da molto tempo.

Jane e Renato vanno a camminare. Da un ponte guardano una gondola che passa sotto.

"Cosa fanno?" chiede Jane.

"Si stanno solo divertendo. Ceneranno da qualche parte sul canale, canteranno sotto le stelle e... beh, è buio sul canale... "

Jane fa un cenno alla gente in gondola, gridando "Buonanotte!" Inavvertitamente lascia cadere la gardenia nel canale.

"Oh, oh..." dice lei.

"La prenderò dai gradini," la rassicura Renato.

"Oh, non importa," risponde lei.

Ma guardandola, vediamo che le importa, molto. Cammina verso il bordo del canale, dove Renato è inginocchiato e cerca di afferrare il fiore alla deriva. Vediamo il loro riflesso nell'acqua: sembrano delicati, effimeri, ultraterreni.

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E in effetti, quello che hanno è fragile e transitorio. Renato non riesce a recuperare la gardenia. Si guardano affranti, come se il loro rapporto abbia subito una grande perdita. "Oh, Renato..." dice tristemente Jane.

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Alla pensione di Jane, Renato mormora, "Sei a casa" e la prende tra le sue braccia. "Dillo di nuovo."

"Dire cosa?" chiede Jane.

"Il mio nome." Lei comincia a dirlo ma, prima che possa pronunciare il suo nome, lui inizia a baciarla.

All'inizio sembra disponibile, ma poi lo respinge.

"Perché l'hai fatto?" chiede lei.

"Perché?"

"Perché l'hai fatto così? Non penso di volerti rivedere."

"Davvero?"

Lei cede e cade tra le sue braccia.

La mattina dopo è bellissima: il sole scalda tutto. Vediamo una folla di passanti con la laguna sullo sfondo. Jane arriva di corsa attraverso la piazza.

In attesa del suo appuntamento quella sera, Jane si concede una manicure. Poi una bella scarpa rossa nella vetrina di un negozio attira la sua attenzione, proprio come il calice rosso della nostra storia. Poi, con una scatola di scarpe tra le sue braccia, vede un vestito nero con nastri rossi in un'altra vetrina.

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In quel momento Jane sembra molto felice: a suo agio, disinibita e piena di vita.

Quella sera Jane sembra svolazzare al piano di sotto. Percepiamo che si sente molto bella e innamorata. Gabriella esclama, "Oh, signora! Che bella! Sembra una vera italiana!"

"Lo pensi davvero? Una vera italiana?" Jane dice “Arrivederci" ed esce dalla porta svolazzando per incontrare Renato.

Jane prende un tavolo in Piazza San Marco. Indossa l'abito che ha comprato quella mattina: il vestito da sera nero con i nastri rossi e le scarpe rosse. Ha una sedia appoggiata al tavolo, per mostrare che sta aspettando qualcuno. Ma al posto di Renato appare il ragazzo del suo negozio di antiquariato, che indossa giacca e cravatta.

"Signorina Hudson?" dice formalmente. "Buonasera. Le porto un messaggio."

"Il signor de Rossi non può venire qui?" chiede lei con esitazione.

"Oh, no, sarà qui, ma dev'essere un po' in ritardo."

"Beh, è stato molto carino da parte tua venire a dirmelo."

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Con un'espressione di sollievo Jane invita il ragazzo a sedersi. Gli chiede di Renato e il ragazzo spiega il problema: la sua sorellina è malata. A poco a poco diventa chiaro a Jane che il ragazzo è il figlio di Renato. Con crescente sospetto chiede, "E come sta tua madre?"

"Bene," risponde il ragazzo.

Ora Jane capisce che Renato è un uomo sposato.

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Si alza, mette giù i soldi per il conto e dice, "Per favore, dì a tuo padre di non venire."

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Jane si fa strada in un bar dove si siede sconsolatamente, sorseggiando un drink. Con sua sorpresa, le si unisce Phyl, la giovane donna della pensione. Anche Phyl ha problemi di uomini. Si autocommiserano lacrimevolmente.

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Di ritorno alla pensione, Jane esce sulla veranda. Sente Eddie che parla con qualcuno. Ma Phyl è al bar...

È la signora Fiorini! Eddie chiama "Mauro! Gondola!" Il ragazzino chiama una gondola per loro e Eddie gli dà una mancia.

Jane è scioccata. In piedi nell'ombra, assiste alla transazione. Ciò che sta vedendo sembra quasi al di là della sua comprensione. Dopo che la coppia se n'è andata, si avvicina a Mauro e gli dà uno schiaffo. “È sporco,” dice lei. Lui non capisce. È così che si guadagna da vivere ed è così che la vita è a Venezia.

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Proprio allora Renato si presenta e le chiede cosa sia successo. Lei cerca di spiegare ma lui la ferma, "La signora Fiorini e il pittore? Per questo sei arrabbiata con il bambino?" Manda via Mauro.

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"Qualcosa accade a questa città di notte," dice lei.

"Ti arrabbi con Venezia adesso? Jane – "

"Non chiamarmi 'Jane'!"

"Signorina Hudson, lei è scioccata."

"No, delusa."

"Non mi piace la disonestà," dice lei.

"Tu non sei sua moglie."

"Perché non mi hai detto che eri sposato?"

"Avevo paura che tra noi finisse prima di iniziare."

"Ci credo che tu approvi questo genere di cose," risponde lei.

"Approvare? Ciò che la signora Fiorini fa in gondola non è affare mio. Lei vive; io vivo. Approvo la vita."

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Poi spiega a Jane che lui e sua moglie non vivono insieme.

Afferra le braccia di Jane, "Smetti di comportarti come una scolaretta. Vai in gondola, sospiri, ‘Oh, Venezia è così bella, così romantica! Oh questi italiani! Così romantici!’ E sogni di incontrare qualcuno. Io sono un uomo. E tu sei una donna. Ma tu dici, ‘È sbagliato, è malvagio, è questo, è quello.’ Sei come una bambina affamata a cui vengono dati i ravioli da mangiare. 'No' dici, 'Voglio la bistecca!' Mia cara ragazza, sei affamata. Mangia i ravioli."

"Non sono così affamata."

"Siamo tutti così affamati, signorina Hudson. Provaci. Lascia che accada. Io voglio che accada."

"Non pensi che io ne abbia voglia?"

"Allora?"

"Semplicemente non è il modo in cui pensavo che sarebbe stato."

"Mi dispiace."

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Si baciano.

FINE PARTE III

ENGLISH TRANSLATION

Here is Parte IV, the final installment. Vertigo grammar exercises about the film have been posted at the end of it. Subscribe to receive a weekly email newsletter with links to all our new posts.   

GLOSSARIO

  • a suo agio – comfortable, at ease

  • accade (accadere) – it happens

  • affamata (affamare) – starving (past participle as adjective)

  • affranti (o/a/i/e) – stricken

  • al di là – beyond

  • Alle – Here’s to (in a toast)

  • assiste (assistere) – she witnesses

  • attira (attirare) – it attracts

  • un ballo (o/i) – a dance

  • brinda (brindare) – he toasts

  • cede (cedere) – she relents

  • un cesto (o/i) – a basket

  • colui – him

  • si concede (concedersi) – she treats herself

  • ci credo (crederci) – no wonder

  • crescente – growing

  • delusa (deludere) – disappointed (past participle as adjective)

  • alla deriva – drifting

  • disinibita (disinibire) – uninhibited (past participle as adjective)

  • disponibile (e/i) – available

  • effimeri (o/a/i/e) – ephemeral

  • fa (fare) notare – he points out

  • si fa (farsi) strada – she finds her way

  • fa (fare) un cenno – she waves

  • finisse (finire) – it would end (congiuntivo)

  • giacca e cravatta – suit and tie

  • si guadagna (guadagnarsi) da vivere – he earns a living

  • inavvertitamente – inadvertently

  • inginocchiato (inginocchiarsi) – on his hands and knees (past participle as adjective)

  • lacrimevolmente – tearfully

  • malvagio (io/ia/i/e) – evil

  • mormora (mormorare) – he murmurs

  • nastri (o/i) – ribbons

  • l'ombra (a/e) – the shadow

  • di passanti – strolling

  • una perdita (a/e) – a loss

  • il pittore (e/i) – the painter

  • proprio allora – just then

  • respinge (respingere) – she pushes him away

  • scalda (scaldare) – it warms

  • una scatola (a/e) – a box

  • uno schiaffo (o/i) – a slap

  • una scolaretta (a/e) – a schoolgirl

  • sconsolatamente – disconsolately

  • sollievo – relief

  • la sorellina (a/e) – the little sister

  • sorseggiando (sorseggiare) – sipping

  • sospira (sospirare) – she sighs

  • abbia subito (subire) – it suffered

  • svolazzare – to float

  • temo (temere) – I’m afraid

  • ultraterreni (o/a/i/e) – otherworldly