Summertime, Parte IV

Italian title: Tempo d’estate

Regia di David Lean (1955)

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ENGLISH TRANSLATION


Scossa dal loro bacio, Jane si allontana da Renato e gli dice che vuole andare a fare una passeggiata da sola. Lascia la pensione, ma Renato la segue.

"Per favore lasciami in pace," dice lei.

"È molto difficile," risponde lui. "Lascia che ti porti a bere un drink."

"No."

"Ci sono i fuochi d'artificio stasera."

"Non mi interessa."

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Alla fine lei accetta di passare la serata con lui.

Li troviamo a un tavolo in un bar, dove un uomo mostra loro dei graziosi giocattoli meccanici: gatti, scimmie e un cane in miniatura. Sembra che Jane debba far sfogare la bambina che è in lei prima di poter recitare la parte della donna adulta con Renato.

Jane ride senza ritegno, godendosi i giocattoli. Renato la guarda, forse chiedendosi se sarà in grado di avere una relazione adulta con lui.

Poi vanno a ballare fuori, in una piazza, mentre gli abitanti guardano dalle loro finestre. Ancora una volta, la camera cattura i panni stesi italiani.

Jane nota una ballerina che ha posato la mano in modo seducente sul retro del collo del suo compagno. Con la mano guantata, Jane ci prova. Sta facendo del suo meglio per capire come far parte del romanzo vero che Renato offre.

E infine finiscono in un club dove il violinista suona la loro canzone, "Summertime in Venice." Renato inizia a canticchiare e Jane gli chiede se conosca le parole.

"Oh, sì," risponde lui.

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Lei gli chiede di cantarle e lui le mormora le parole nell’orecchio.

"Il sole che splende qui

è il sole dell'amore.

La vita per te

Rifiorirà, rifiorirà..."

Camminano verso la casa di Renato. Jane è scalza, porta in mano le belle scarpe rosse che ha acquistato quella mattina.

Sul suo balcone, guardano i fuochi d'artificio, poi si baciano. Jane lascia cadere le scarpe che ha tenuto in mano.

I fuochi d'artificio brillano, in forti esplosioni di colore. Jane e Renato entrano, una scarpa rossa resta abbandonata sul balcone.

Arriva l'alba e gli innamorati passeggiano per la piazza tenendosi per mano.

Quando il sole sorge, Renato porta Jane alla gondola, la fa salire e si salutano mentre la musica di "Summertime in Venice" suona.

Jane sale le scale della pensione. Spinge una scarpa rossa davanti a lei, lungo la ringhiera, come se fosse una gondola galleggiante sull'acqua.

"Buongiorno, signorina," dice Giovanna.

"Buonasera, Giovanna," mormora Jane, un po’ svanita.

"È stato bello?" le chiede Giovanna in italiano.

"Molto molto bello," le risponde Jane, anche in italiano.

Giovanna aveva salutato Jane con un "buongiorno," ma ora cambia, capendo che Jane non sta iniziando un nuovo giorno ma sta finendo la sua serata. "Buona notte, signorina."

"Buona notte, Giovanna."

In un motoscafo, gli amanti sfrecciano in acque aperte. Renato ha il braccio stretto attorno a Jane. Entrambi stanno ridendo.

Lui indica il punto verso cui sono diretti, "Quella è Burano."

Quando il motoscafo arriva al bordo della passerella, scendono con le valigie. Quindi questa è una vacanza!

Mentre camminano, Renato dice a Jane, "Quando ero giovane la chiamavano ‘L'isola dov’è caduto l'arcobaleno’.”

"Cosa significa?"

"The island where the rainbow fell!"

Una sequenza di immagini ci mostra esattamente il motivo per cui il villaggio è stato chiamato con quel nome: le case sono dipinte di rosso, giallo e verde vivi. I panni stesi sono anche colorati.

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Sulla strada per la loro pensione, si fermano a bere un sorso d'acqua da una fontana. La vita del villaggio rumoreggia intorno a loro: una donna lava i vestiti sul lungomare; un uomo su una barca a remi parla con i suoi compagni a terra; un venditore è in piedi con le sue verdure sotto una tettoia a strisce; e, su una sedia vicino al bordo dell'acqua, una donna sta cucendo. E, naturalmente, i panni stesi tengono d’occhio tutto!

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Alla loro pensione, gli innamorati si sporgono alle finestre e si guardano felici e contenti. Jane è incorniciata perfettamente dal fogliame che la circonda.

È il crepuscolo. Mentre il sole tramonta sull'acqua, la macchina da presa fa una panoramica su una barca tirata verso la riva, e poi verso gli amanti, che sono a terra. Mentre si distende languidamente, Jane guarda il sole andare giù, e Renato, rilassato sull'erba, la osserva.

È mattina. Un campanello suona e vediamo i tetti di Venezia. Renato è seduto a un tavolo in Piazza San Marco.

Ecco l'orchestra. Il violinista dice, "Eccola qui" e la band inizia a suonare la canzone tema del film. Jane corre oltre i musicisti e tra le braccia di Renato.

Si siedono e ascoltano la musica, la loro canzone. Renato tiene la mano di Jane, accarezzandola. Uno stormo di uccelli vola attraverso la piazza e Jane segue il loro volo con il suo sguardo.

"Cosa stai pensando?"

"Stavo pensando alla prima sera che sono venuta qui. La prima volta che ti ho visto. Non voglio dimenticare niente. Non un solo momento. Non credo che dimenticherò. Mi piacerebbe andare a fare una passeggiata. Portami in un posto tranquillo."

"Penso che mi sorprenderai di nuovo."

Lei fa sì con la testa in risposta.

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Lasciano la piazza e camminano verso un piccolo ponte sul canale.

"Ascolta, Renato," dice Jane, "me ne vado oggi. Ho le valigie tutte pronte. Il mio treno parte tra due ore."

"Non ti credo."

"Beh, devi credermi perché è vero."

"Cosa ho fatto?"

"Niente."

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"Non ti ho resa infelice?" chiede lui.

"No. È il periodo più felice che ho avuto in tutta la mia vita. Devi crederci. Per favore."

"Perché buttarlo via?"

"Perché è sbagliato. Perché tu e io finiremmo nel nulla."

"Ti amo, Jane."

"Non devi dirlo."

"Lo dico davvero. Ti amerò sempre."

Renato supplica Jane di restare per qualche giorno ancora, ma lei insiste che andrà via quel pomeriggio.

Lei gli chiede di portarla alla stazione dei traghetti e insieme partono. Ma all'improvviso lui la prende tra le sue braccia e prova a baciarla. Lei lotta e lo implora di smettere. Lui accetta e riprendono a camminare.

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Mentre sono alla stazione dei traghetti, si fermano per un momento. Jane si appoggia contro un palo; Renato si avvicina a lei.

Lei dice, "Lasciami andare da sola."

"Non andare. Per favore," la supplica lui.

Camminano un po'. Di nuovo, Renato la afferra duramente e la gira verso di lui, la sua schiena contro un muro, "Per favore non andare!"

Lui la supplica di lasciare che la accompagni alla stazione, ma lei rifiuta. Grida, "Oh, Renato!" Lui la bacia appassionatamente e lei si arrende.

Ma poi lei si separa e corre via da lui. La vediamo su una gondola. I due amanti si guardano mentre la gondola si allontana.

Jane è alla stazione ferroviaria. Guarda lungo il binario in attesa. Ma Renato non è lì.

Con riluttanza sale sul treno. Trova il suo scompartimento, quindi si precipita al finestrino e si sporge fuori per cercare di nuovo Renato. La vediamo in primo piano, le lacrime agli occhi.

Il treno fischia. Jane guarda il segnale: è diventato verde. Mentre le ruote iniziano a girare, con un forte rilascio di vapore, il treno si mette in movimento. Mentre sbuffa, Jane si sporge in lacrime dal finestrino, cercando Renato.

All'improvviso vediamo Renato che corre verso la stazione. Ha un pacchetto in mano e, mentre Jane lo scorge, lo solleva sopra la testa, correndo più veloce che può per raggiungere il treno che sta accelerando.

Jane corre attraverso il vagone cercando di avvicinarsi e si sporge da un altro finestrino.

Allunga la sua mano verso di lui, ma è senza speranza. Lui scarta velocemente il pacchetto, ne estrae il contenuto e lo tiene in alto. È una gardenia bianca, proprio come quella che Jane ha lasciato nel canale quella notte. Jane sorride e gli manda baci.

Mentre il treno si allontana, Jane si sporge dal finestrino il più possibile e allunga il braccio. Lo agita come se potesse toccare Renato, se fosse in grado di arrivare abbastanza lontano. Finalmente in pace – ha detto il suo addio – si ritira dentro il vagone e guarda la stazione e Venezia in lontananza.

Il film si chiude con un campo lungo del treno, vapore che esce dalla locomotiva, mentre si muove lungo i binari sull'acqua, allontanando Jane dal "miracolo magico e mistico" che ha trovato – e lasciato – a Venezia.
 

FINE

ENGLISH TRANSLATION

VERTIGO A. Past participle as adjective    e     Io ti salverò!

VERTIGO B. Parte 1 Regular and irregular adjectives       e     Io ti salverò!

VERTIGO B. Parte 2 Regular and irregular adjectives       e     Io ti salverò!

VERTIGO C. Verbs that end with arre, orre, urre     e    Io ti salverò! 

GLOSSARIO

  • afferra (afferrare) – he grabs

  • l'alba – the dawn

  • allunga (allungare) – she stretches out (something)

  • si appoggia (appoggiarsi) – she leans

  • l'arcobaleno (o/i) – the rainbow

  • si arrende (arrendersi) – she gives in

  • in attesa – expectantly

  • una barca (a/e) a remi – a rowboat

  • i binari (io/i) – the train tracks

  • il binario (io/i) – the train station platform

  • il bordo (o/i) – the edge

  • buttarlo via – to throw it away

  • un campo (o/i) lungo (o/i) – a long shot

  • canticchiare – to hum

  • circonda (circondare) – it surrounds

  • sta cucendo (cucire) – she is sewing

  • si distende (distendersi) – she stretches

  • estrae (estrarre) – he takes out

  • la fa salire – he puts her on

  • fa (fare) sì con la testa – she nods her head

  • far (fare) sfogare – to get it “out of her system”

  • fischia (fischiare) – the whistle blows

  • il fogliame – the foliage

  • i fuochi d'artificio – fireworks

  • galleggiante (e/i) – floating

  • in grado di – to be able to, be capable of

  • grida (gridare) – she cries out

  • guantata (o/a/i/e) – gloved

  • incorniciata (incorniciare) – framed (past participle as adjective)

  • indica (indicare) – he points to

  • languidamente – languorously

  • la macchina da presa – the movie camera

  • manda (mandare) baci (io/i) – she blows kisses

  • in modo seducente – seductively

  • un motoscafo (o/i) – a motorboat

  • un pacchetto (o/i) – a small package

  • un palo (o/i) – a pole

  • la passerella (a/e) – the walkway

  • si precipita (precipitarsi) – she rushes

  • primo piano – close-up

  • qualche giorno ancora – a few more days

  • recitare – to play a role, act

  • il retro del collo – the back of his neck

  • rifiorirà (rifiorire) – will bloom again

  • un rilascio (io/i) – a release

  • con riluttanza – reluctantly

  • la ringhiera (a/e) – the railing

  • ritegno – restraint

  • la riva – the shore

  • rumoreggia (rumoreggiare) – makes quiet noise, rumbles

  • le ruote (a/e) – the wheels

  • sbuffa (sbuffare) – it chugs

  • scalza (o/a/i/e) – barefoot

  • scarta (scartare) – he unwraps

  • scorge (scorgere) – she glimpses, catches sight of

  • scossa (scuotere) – shaken (past participle as adjective)

  • sfrecciano (sfrecciare) – they speed

  • solleva (sollevare) – he raises

  • sorge (sorgere) – it (the sun) rises

  • un sorso (o/i) – a drink

  • si sporge (sporgersi) – she leans, hangs out

  • la stazione (e/i) ferroviaria – the train station

  • uno stormo (o/i) di uccelli (o/i) – a flock of birds

  • stretto (o/a/i/e) – tight

  • strisce (scia/sce) – stripes

  • supplica (supplicare) – he pleads

  • svanita (o/a/i/e) – in a daze

  • tenendosi (tenersi) per mano – holding hands

  • tengono (tenere) d’occhio – they watch over

  • una tettoia (ia/ie) a strisce – a striped canopy

  • tirata (tirare) – pulled up (past participle as adjective)

  • i traghetti (o/i) – the ferries

  • tramonta (tramontare) – it (the sun) sets

  • il vagone (e/i) – the train car

  • vapore – steam

  • vivi (o/a/i/e) – bright, vivid