Un taxi si ferma dietro di lui e una voce – quella di Gioia – urla: "Umberto!" Lui si guarda intorno, senza riconoscerla. Lei esce e si avvicina, ma si blocca alla vista di lui che conta sulle dita ad occhi chiusi.
Dopo aver osservato per alcuni istanti, lo chiama con un “oh!” Lui apre gli occhi ma non la riconosce e lei scoppia a ridere. "Sono Tortorella, no?"
"No! Tortorella!” batte le mani, felice di vederla. "Ma ti sei fatta bionda?"
Lei si gira per mostrare il suo nuovo look. "Si! Sto bene, vero?"
Mentre Gioia è distratta da qualcosa fuori dallo schermo, Umberto commenta: “Stai bene! Sai a chi assomigli? Kim Novak!”
"E tu mi pari una cornacchia", risponde lei beffardamente.
Umberto ha ripreso il conto. Lei chiede: "Che fai?"
Lui cambia argomento. "Stavo dicendo... Ti sei fatta bionda!"
"Lo hai già detto".
"Che, vai con i tuoi amici?"
"Eh, sì... no, non ci vado più per colpa tua, va bene?"
"Per colpa mia?!" Umberto si mette una mano sul petto.
"Certo, perché quando mi hai telefonato mi hai fatto perdere così tanto tempo che quando sono arrivata all’appuntamento non c’era più nessuno". Lui allarga le mani indifeso, ma lei continua: “Contento? Adesso vengo dal ristorante ungherese, ma non c'erano nemmeno lì". Agghindandosi i capelli, continua a guardare qualcosa fuori dallo schermo.
"Mi fa piacere", dice lui.
"Perché? Sei solo pure tu?”
"Beh, si".
Sono insieme, ma sembrano un po’ tristi e soli per un momento.
Poi, all'improvviso, Gioia afferra il braccio di Umberto e lo trascina in avanti. "Allora andiamo a divertirci insieme".
Lui la ferma. “Io mi prenderei a schiaffi! Mi spaccherei la testa! Mi darei un pugno in un occhio".
"Perché?" chiede lei.
"Sono nato con la scalogna addosso!"
"Questo lo so! Ma..."
"Tortorella, non te lo volevo dire – te lo dico". Prende il biglietto per l'evento. "Ho un impegno qua".
“Oooh. Con chi? Una famme?"
"Grossomodo…”
“E ti prenderesti a calci per quello? Ha!”
Lei continua: "Se ci tieni tanto a stare con me, entriamo lo stesso e quando arriva questa signora..." Si mette in posa da ballo e gli agguanta il biglietto dalla mano. "Ci fai ballare un po’ a turno. Dai, sbrigati!” Lei inizia ad andare.
Lui le afferra il braccio: “No! Ascolta! Andiamo in un altro posto. Ci facciamo una bella pizza, eh?" Lui non vuole che lei sappia del suo accordo con Lello.
Gioia emette una risata feroce, come se fosse stata tradita: "Non dovrei nemmeno vederla? Chissà che raggio di sole che è!” Si gira per entrare e lui le prende il braccio. "Mica faccio una scena di gelosia. Non può essere peggio di quello che immagino. Andiamo dentro, chissà gli amici che troverò!” esclama, provando a sembrare sofisticata. “Capace che ti levo il disturbo subito!"
Sullo sfondo, appoggiato a una colonna di pietra, una figura sta guardando questo scambio. Si strofina il mento, come perplesso.
Tortorella ora rinuncia al suo tono sofisticato e grida in dialetto romano: "’Namo Umbe’, me voglio divertì io stasera!" e se ne va, tenendo il biglietto di lui. Umberto sembra avvilito.
Quindi la figura sullo sfondo chiede: "Signora, cosa facciamo?" È il tassista!
Lei continua a camminare e urla a Umberto da fuori schermo: "Paga il taxi!"
"Chi io?"
"Tu, tu!"
FINE PARTE 6
Ecco Parte 7 of this cineracconto! Subscribe to receive a weekly email newsletter with links to all our new posts.