Nell’entrata, delle statue di marmo si trovano dentro le nicchie nella parete e un lampadario di vetro brilla. Una coppia anziana appare in cima alle scale. La donna indossa una tiara. In tedesco, l'uomo le dice: "Vieni qui per favore. È successo qualcosa, ma nulla di grave”. Indica il nostro trio, che sembra un po’ in soggezione. "Abbiamo invitato queste persone".
Gioia mormora: "Ha una corona! Deve essere un'ex regina!”
Scendendo le scale, l'uomo li saluta, dicendo a Gioia in un italiano con accento tedesco: "Spero che non si sia fatta male".
Li conduce su a incontrare sua moglie. Umberto inclina la testa sobriamente in un piccolo inchino. Gioia, pensando che la donna debba essere una reale, fa una riverenza.
L'uomo li accompagna in una grande stanza con un lampadario ancora più decorato, dove suona una musica tranquilla. Un cameriere in abbigliamento formale offre un vassoio con bicchieri di champagne e Umberto ne prende due. Al buffet con Gioia, Lello esamina i presenti. Sembra molto contento.
Lello e Gioia alzano i bicchieri in un brindisi senza parole, guardandosi negli occhi.
"Perché hai detto che sono tua moglie?" – chiede Gioia – "C'è un po’ di differenza di età. Potrei essere la tua sorella maggiore".
“Ma quale sorella? Non diciamo fesserie".
Uno dei padroni di casa arriva con una proposta: "Vuole vendicarsi del fuoco cattivo accendendo tutti i grandi bengala?"
"Oh sì!" risponde Gioia. A Lello dice: "Metti la mia borsa da qualche parte, tanto qui non la ruba nessuno. Non credo che ci siano ladri”. Ride all'idea stessa.
Con Gioia che chiacchiera sullo sfondo mentre accende i razzi, vediamo Lello prendere la borsa, tastare brevemente la fibbia e depositarla sotto un candelabro.
Aggiustandosi i polsini, pronto all'azione, Lello sta per entrare nella folla di ospiti che fanno ‘oh’ ai razzi, quando Umberto lo prende per un braccio.
"Stammi a sentire!" – gli dice – “Sei entrato in questa casa, facendoti scudo di una signora che è una mia stimatissima amica. Stai attento, eh? E ricordati che questi sono tedeschi. E so io i guai che ho passato durante l’occupazione nazista".
Con un gesto, Lello lo liquida e inizia ad allontanarsi. Ma Umberto lo ferma di nuovo, dicendo: "Io ti denuncio! Basterebbe che io dicessi una parola a Tortorella e..."
Ma Lello ha il suo orgoglio professionale e il suo senso di responsabilità: "Ma che figura facciamo con gli amici quando sanno che siamo stati in una casa così senza prendere niente?"
"E chissenefrega?"
"Sai che ti dico? Sei una fottutissima carogna. Approfitti del fatto che io da solo non posso fare niente".
"Sì, me ne approfitto, va bene?" annuisce Umberto. Le luci si riaccendono.
Gioia tiene banco, descrivendo le sue esperienze nel teatro e il suo passaggio al cinema. Dal suo racconto, potrebbe essere una grande stella del cinema. Comincia a parlare di Lello e del grande attore che sarebbe. In effetti, lo proporrà al suo regista. Lello sorride, ma non dice nulla, aspettando che stia zitta.
Alla fine Umberto si intromette. Nel tentativo di distogliere l'attenzione da Lello, parla della sua carriera nel varietà, parla in un italiano da principianti in modo che i suoi ospiti capiscano. Ma Gioia lo interrompe. "Umberto, caro, ma cosa vuoi che interessi ai signori questa roba!"
"Pardon, fraulein!" risponde gentilmente lui, combinando francese e tedesco.
"Questa è roba da varietà, lascia stare!" Cambia bruscamente argomento: “Che bella casa! Tante luci! Non so, mi sembra di essere in Vaticano".
Si avvicina alla padrona di casa, che indossa la sua tiara, dicendo: "Mi viene anche una specie di emozione, signora, perché mi ricorda quando ho visto il Papa".
Con voce tremante, la donna risponde con un italiano incerto: "Se lei volere vedere casa..."
"Possiamo?"
"Sì! Prego!"
"Grazie! Grazie tante! Grazie!" Lei fa un’altra riverenza impacciata.
FINE PARTE 15
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