Gioia prende il braccio di Lello e se ne vanno per vedere la casa, sotto gli occhi di un busto di marmo. Umberto segue non molto indietro.
Quando Gioia mormora: "Umberto, devi andartene un po' adesso", lui alza solo le spalle. Dopotutto, deve restare con Lello, o per assicurarsi che non si verifichino furti o per ricevere il bottino. E vuole proteggere la sua amica Tortorella, anche se lei non è gentile con lui.
Sembra che i busti senza braccia li guardino ovunque vadano. E, a quanto pare, Umberto li ha lasciati dopotutto.
Gioia chiede a Lello: "Ti piace la musica classica?"
"Tu lo sai cosa mi piace", risponde lui. Poi prende un portasigarette, lo scruta e lo rimette giù.
Mentre una musica crescente di violino suona in sottofondo, Gioia commenta: "Temo che tutto questo champagne a digiuno mi faccia girare la testa”.
"Io non ho bevuto quasi niente, però anche a me gira la testa”.
Mentre la musica da camera suona, loro bevono e flirtano, mentre Lello furtivamente fa un sopralluogo.
Gioia riflette: “Chi avrebbe mai immaginato di cominciare l'anno con un marito in una casa piena di principi! Mamma mia!" Lello prende un altro oggetto, lo rimette giù e se ne va, mentre Gioia dice: "Che buona idea hai avuto di farci invitare!"
Qualcosa dall'altra parte della stanza ha attirato l’attenzione di lui: una piccola statua. "Sai che un oggetto come questo vale un bel mucchio di bigliettoni da 10.000 lire?"
Lei concorda: "Certo! Guarda che roba! Che quadri!” Cammina per la stanza, indicando alla fine un ritratto sul muro: "Guarda questo, Lello!"
"No. È troppo ingombrante”.
"Eh?"
In un'altra stanza, Lello nota una vetrinetta. "Ah, ecco qua" – dice – “La vera passione mia! Roba piccola e bella”. Tocca leggermente uno degli oggetti sugli scaffali di vetro.
Le piccole statue sembrano parte della conversazione, alcune osservano, altre guardano altrove.
"Oh, come ti capisco!" – risponde lei – “Piace tanto anche a me, sai. Proprio perché è inutile. In fondo, il vero signore si distingue per questo: la sua passione per le cose inutili”.
Lello ridacchia. "Sai, mica sei stupida. Ti voglio dire un’altra cosa...” Si sporge per baciarla.
"Che fai?!" esclama lei. "Come corri. Giovanotto, vediamo di tenere la testa a posto. Io non sono una di quelle che si fanno tante illusioni”.
Mentre si trovano naso a naso, la macchina da presa si sposta verso il basso, fino allo scaffale degli oggetti su cui la mente – e le mani – di Lello sono effettivamente concentrate.
“Che discorsi fai? Mi piaci” – dice piano – "E anche io non ti sono indifferente. È Capodanno!" Lui le mette una mano sulla spalla e continua: “Perché non vieni a casa mia? Ci prendiamo una bella sbronza e domani mi dici come ti senti".
Sullo sfondo, vediamo un uomo alto scrutare verso di loro.
"Andiamo a ballare", dice Gioia, conducendo Lello in un'altra stanza ancora con un altro lampadario a candelabro. L'uomo alto li osserva discretamente mentre ballano.
FINE PARTE 16
Ecco Parte 17 of this cineracconto! Subscribe to receive a weekly email newsletter with links to all our new posts.