Risate di Gioia (The Passionate Thief), Parte VIII

Regia: Mario Monicelli (1960)

ENGLISH TRANSLATION

Gioia guarda incredula la collana tra le sue mani. Nella chiesa, i fedeli parlano: "Che cos'è?" "Che succede?"

Le loro voci si fanno più forti: "È la collana della Madonna!" "Dio mio!" "Dio!"

Dietro Gioia, il prete va alla teca che ospita la Madonna.

Grida: "Hanno rubato la collana alla Madonna!"

I fedeli fissano Gioia in modo accusatorio. Sono ancora vestiti con i loro abiti della festa di capodanno.

Umberto, con le mani incrociate sul petto, si sveglia dal suo pisolino.

Da fuori schermo, il prete grida: "Aiuto!" e vediamo i fedeli in piedi che si muovono verso Gioia, alcune monache tra a loro.

“Chiudete le porte! Al ladro! Chiudete le porte!” urla il prete.

Gioia sembra terrorizzata, come un animale in trappola.

Pensando in fretta – o forse solo nel panico – si mette la collana decorata intorno al collo.

Gioia ha un piano: si mette in ginocchio davanti all'altare, e grida a pieni polmoni, "Miracolo!!!" Bocca spalancata, occhi selvaggi, braccia aperte, sembra posseduta. Ma notiamo che la sua borsa è riposta in modo sicuro sulla sua spalla.

Chiude gli occhi come per devozione e ripete, più piano: "Miracolo!" Una folla si raduna attorno a lei.

“Miracolo! Miracolo!” ripete lei. "La Madonna mi ha fatto un miracolo!" Circondata dai fedeli, è illuminata come da un raggio di luce dal cielo.

Spuntano voci in risposta: "Ma quale miracolo?" "Stava correndo fuori!" "Svergognata!"

Gioia insiste: “L'ho vista davvero! È scesa e me l'ha messa lei”.

Due giovani sacerdoti la afferrano per le braccia. Una voce dice: "Era con un giovanotto".

Gioia si è impegnata a fondo nel suo ruolo. "L'ho vista" – dice, mentre i preti la portano via – “Com’era bella! Com’era bella!" Incantata, fissando il cielo, dà lo spettacolo della vita.

Gli astanti sono scettici: "È la ladra!" "È un trucco!"

Ma Umberto spunta tra la folla, urlando per difendere la sua amica, come ha fatto tutta la sera. "Non è vero! Non è vero! Ho visto io!" dice, con una voce che ha passato anni a perfezionare. “Sono testimone! Era come una grande luce!”

Al centro dell'attenzione, lui continua con ampi gesti: “È apparsa una bella figura celestiale, avvolta in una nuvola di nube. Lo dico io! Miracolo! L'ho vista!" Nella sua faccia vediamo la soddisfazione di un attore che recita davanti al suo pubblico.

Ma la folla se la prende con lui. Qualcuno accusa: "È il giovanotto che era con lei!"

"Quale giovanotto?!" – risponde indicando la sua testa – "Io ho i capelli bianchi!"

Ma la folla si chiude su di lui che viene trascinato via da altri due preti, ancora urlando. "Lasciatemi! È un abuso! Ricorrerò al Sacro Soglio!”

Lo schermo diventa nero.

Un gruppo di bambini in costume da bagno corre lungo una strada accanto al fiume Tevere, urlando e scherzando. Sono ancora bagnati dalla loro nuotata. È una giornata di sole estiva.

Si abbattono su un chiosco di cocomeri come uno stormo di uccelli eccitati, afferrando i frutti sotto un parasole frangiato. "Buoni, ragazzini, state buoni!" – li rimprovera il venditore – “Posate le angurie! Mi volete rovinare? Giù le mani! Va via!"

Dietro di loro, vediamo una figura in pantaloni bianchi e un cappello di paglia spavaldo: è Umberto, appoggiato a un monumentale muro di pietra.

Si apre una pesante porta di metallo ed emerge una guardia in uniforme.

Alle sue spalle, appare Gioia, che indossa gli abiti di Capodanno: il vestito pieno di lustrini e le scarpe coi tacchi alti. Porta con sé la pelliccia di volpe e un piccolo cestino intrecciato

Uno dei bambini urla: "Guarda quella pazza!"

Umberto le corre incontro, nel suo modo affrettato, le ginocchia leggermente piegate. Vediamo che porta un ombrello – in questa magnifica giornata estiva romana.

“Tortorella!” grida, con estremo piacere.

"Umbe’", dice lei piano, con esitazione.

"Ho saputo dall'avvocato e sono venuto", spiega.

"Bravo".

"Ma come…?" inizia, indicando ciò che lei indossa.

"Ma che?!" lo aggredisce lei, allontanandosi.

Le ha portato un ombrello come regalo. “Ti ricordi quel buono omaggio che ci hanno dato alla festa al Milleluci?” – spiega – “Tieni, l’ho comprato per te, con lo sconto”. Glielo porge, chiedendole: "Indovina cos'è?"

“Un ombrello – da uomo. Non potevi farti dare qualcos'altro?" chiede lei, delusa. 

"C'era solo questo, un thermos e una mazza da polo”.

La telecamera taglia su due motociclisti che stanno osservando la nostra coppia. Indossano caschi e abiti di pelle sporchi, hanno del grasso sulle loro facce. La donna si sporge verso il suo compagno e dice, in inglese: "Oh, Richard, guarda in che modo buffo vestono questi italiani!"

Tenendo il passo di Gioia, Umberto dice: “Ero venuto anche per dirti che ho cominciato un lavoretto a Cinecittà. Un film mitologico. Ci sto lavorando da giorni. Faccio lo schiavo di un'antica nave romana”. A questo punto, Gioia emette una sonora risata con la bocca spalancata. Sta riprendendo il suo spirito.

"Sì!" – continua lui – "Mi sarebbe piaciuto poter lavorare con te un’altra volta”.

“Che bello che sarai! Non so, Umberto mio, perché...” Si ferma e appoggia il cestino sul muro di pietra, portando ancora la sua pelliccia. “Perché chissà gli impegni... So che mi hanno cercato. Un sacco di telefonate a casa..."

"Fa così caldo che non ce la faccio più, eh", dice bruscamente. 

Lui le chiede: "Mi dici perché sei vestita così?"

"Perché? Che giorno è oggi?"

"Ferragosto,* no?"

Gioia risponde: “Chi te l'ha detto? Oggi è il primo gennaio! Per me l'anno comincia oggi. Sì sì".

*Ferragosto è una festa celebrata in Italia ogni 15 agosto. L'intero paese chiude – le attività commerciali sono chiuse, tranne che i ristoranti e i bar – e tutti si dirigono verso la spiaggia. Se l'aveste perso allora, vi divertirete a leggere il nostro cineracconto su Il sorpasso (Dino Risi, 1962), un iconico road movie che si svolge a Ferragosto.

Lei continua:, "Così sono entrata e così esco!" e fa uno shimmy, facendo muovere i suoi lustrini. Quindi scuote la sua pelliccia, che sparge in aria una grande nuvola di lanugine bianca.

Umberto si spolvera la giacca.

"Accidenti a loro!" – dice lei – "L’hanno fatta tarlare!"

Poi ride. "Ma chi se ne frega! Vola!" urla gettando la sua pelliccia nel fiume.

"Cosa fai?!"

“Me ne compro una nuova!"

"Sento che le cose si mettono bene, Umbe’!" – gli dice lei – "Guarda quei ragazzi in barca!" In basso, alcuni giovani stanno remando sul fiume. "Hai visto che fusti?"

Guardandolo dalla testa ai piedi, aggiunge: "Beh, dico, non lo so, sono quelli che dovrebbero lavorare nella nave, non tu!"

Leggermente offeso, lui si dà qualche pacca sul petto, controllando la sua forma.

Lei ride e gli porge il cestino. "Andiamo! Cammina, schiavo! ‘Namo! Anno nuovo, vita nuova! Accidenti, che caldo!"

"Sì hai ragione!"

Continuano a camminare. "Bando alla miseria!" proclama Umberto, sollevando l'ombrello.

Chiamano un taxi in avvicinamento, gridando allegramente: "Taxi! Taxi!"

Gioia allarga le braccia.

Umberto esclama: "Usiamo le ultime riserve".

Poi, sempre gentiluomo, apre la portiera per lei. "Prego, signora, si accomodi!"

"Oh grazie mille!" Lei entra.

"Vengo anch’io!" Sale anche Umberto. Chiude la portiera e vediamo il taxi girarsi e andarsene.

Ma, dopo un momento, il taxi si ferma di colpo. Si apre una portiera e esce Gioia, seguita da Umberto. Restano sulla strada mentre il veicolo parte.

"Allora", dice lei, le mani unite davanti alla vita nel gesto che vuol dire ‘non c’è speranza’. "Sei il solito morto di fame, figlio mio. Se non hai una lira perché dire ‘Bando alla miseria!’ ‘Usiamo le ultime riserve!’?”

"Credevo ne avessi tu".

"Io?" ribatte, incredula.

Lui scrolla le spalle. "Ho fatto una spesa rilevante per il parapioggia” dice lui, usando una parola troppo sofisticata per l'occasione, come fa spesso.

Lo solleva per mostrarlo e lei lo afferra e lo scuote contro di lui. "Io te lo darei in testa questo parapioggia!" dice rabbiosamente.

Glielo restituisce: "Aprilo, almeno ci ripariamo dal sole".

Mentre si mettono in cammino, la musica esuberante che ha dato il via al film riprende.

"Mannaggia, Umberto!" urla lei. Si avvicinano ai gradini che portano a un lungofiume, che si allontana in diagonale attraverso l’inquadratura, chiamando i nostri personaggi al futuro.

Umberto apre l'ombrello e, insieme, iniziano il nuovo anno di Gioia.

FINE PARTE VIII

ENGLISH TRANSLATION

This is the final installment of our cineracconto about Risaste di Gioia. A Vertigo grammar exercise has been posted below. Subscribe to receive a weekly email newsletter with links to all our new posts as well as additional information about the film. If you missed this cineracconto, you can start with Parte I at this link.

Since we only tell the story in our cineracconti, at our final installment we always post a link to an article in English that provides background about the film. We have here for you two very nice treats. “Telling Lies for Love, Cruelty or Expediency” is an insightful appreciation by Manola Dargis, a chief film critic at The New York Times. And, for the first time, we also provide you with some reading in Italian: a collection of articles from the Cineteca di Bologna. They are written at a somewhat advanced level of Italian, but it is such a rich selection of writings about the film, that we just had to share it with you.

VERTIGO Grammar exercise: Italian gestures          e          Io ti salverò!

For help doing the exercise, go to the page on this blog called “La stanza di Père Jules” where there are gifs from the film showing you how the gestures look in action!

GLOSSARIO

  • accidenti! – damn!

  • appoggia (appoggiare) – she places, sets

  • gli astanti (e/i) – onlookers, bystanders

  • bando (no change) – enough, down (with)

  • buono (o/i) omaggio (no change) – gift certificate, giveaway, party favor

  • caschi (co/chi) – helmets

  • celestiale (e/i) – heavenly

  • si chiude (chiudersi) – it closes in on

  • di colpo – suddenly

  • farti (farsi) dare – you make [someone] give you [something]

  • si ferma (fermarsi) di colpo – it screeches to a halt, stops suddenly

  • frangiato (o/a/i/e) – fringed

  • chi se ne frega! (fregarsene) – who gives a damn!

  • fusti (o/i) – hunks (guys with great bodies)

  • intrecciato (intrecciare) – woven (past participle as adjective)

  • al ladro! – thief! (‘al’ + noun is used for emergency situations)

  • lanugine (e/i) – fluff

  • un lungofiume (no change) – a riverside walkway

  • si mettono (mettersi)they set out

  • monache (co/ca/ci/che) – nuns (the masculine form means ‘monks’)

  • paglia (ia/ie) – straw

  • ‘a pieni polmoni’ (no change) – ‘at the top of (‘her,’ in this case) lungs’

  • posseduta (possedere) – possessed (by spirits) (past participle)

  • si raduna (radunarsi) – it gathers

  • un raggio (io/i) – a ray, shaft of light

  • stanno remando (remare) – they are rowing

  • ci ripariamo (ripararsi) – we protect ourselves

  • scettici (co/ca/ci/che) – skeptical

  • sparge (spargere) – it scatters, gives off

  • spavaldo (o/a/i/e) – jaunty

  • si spolvera (spolverarsi) – he dusts (himself) off

  • spunta (spuntare) – he pops up

  • si svolge (svolgersi) – it takes place 

  • tarlare – to get moth-eaten

  • tenendo (tenere) il passo – keep pace, keep up